La Procura Federale della FIGC ha definito con un accordo ex articolo 126 del Codice di Giustizia Sportiva il procedimento disciplinare nei confronti dei calciatori Tommaso Ravaglioli e Matteo Giorgioni, coinvolti in una vicenda legata a scommesse su competizioni calcistiche.
Secondo quanto accertato dagli organi federali, Ravaglioli, attualmente in forza alla formazione Primavera del Bologna, avrebbe effettuato tra la fine del 2024 e il dicembre 2025 scommesse su numerose competizioni calcistiche nazionali e internazionali utilizzando un conto gioco intestato a Giorgioni, tesserato del Medicina Fossatone, formazione che milita nel campionato di Eccellenza dell’Emilia-Romagna.
Le giocate avrebbero riguardato partite di Serie A, Serie B, Lega Pro, Campionato Primavera, Champions League, Europa League, Conference League e altri campionati esteri, tra cui Liga spagnola, Ligue 1 francese, Premier League araba, Premier League ucraina e il massimo campionato lituano.
La Procura Federale ha contestato a Ravaglioli la violazione delle disposizioni che vietano ai tesserati di effettuare scommesse su eventi calcistici. A Giorgioni è stato invece contestato di aver messo a disposizione del collega le credenziali del proprio account Goldbet, consentendogli di aggirare le procedure di identificazione previste per gli scommettitori.
L’accordo raggiunto con la Procura e ratificato dalla FIGC prevede per Ravaglioli un’ammenda di 5.000 euro e una squalifica di sei mesi. Tre mesi della sanzione sono stati convertiti in prescrizioni alternative, che comprendono un percorso terapeutico per la cura della ludopatia della durata minima di tre mesi e la partecipazione ad almeno sei incontri pubblici di sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo presso associazioni sportive, settori giovanili o centri specializzati.
Per Giorgioni è stata invece concordata una squalifica di tre mesi.
La FIGC ha reso noto che il presidente federale Gabriele Gravina non ha formulato osservazioni sull’accordo raggiunto tra le parti. Le sanzioni diventano quindi efficaci secondo quanto previsto dal Codice di Giustizia Sportiva.







