La Corte d’Appello amministrativa svedese (Kammarrätten) ha confermato la decisione dell’Autorità svedese per il gioco (Spelinspektionen) di respingere una richiesta di licenza per l’installazione di terminali per il bingo in 297 punti vendita situati all’interno di esercizi commerciali. La sentenza stabilisce che non è appropriato consentire il gioco del bingo in chioschi e ambienti analoghi destinati principalmente ad attività diverse dal gioco.
La vicenda risale al 21 marzo 2024, quando Spelinspektionen aveva respinto la domanda presentata da un’associazione che intendeva offrire giochi tramite terminali di bingo in numerosi punti vendita. Secondo l’autorità di regolamentazione, la pratica non risultava compatibile con l’interesse pubblico, poiché il bingo dovrebbe essere svolto all’interno delle tradizionali sale dedicate.
In un primo momento, il Tribunale amministrativo aveva annullato la decisione dell’autorità, ritenendo non sufficientemente motivato il diniego. Tuttavia, la Corte d’Appello ha ribaltato quel pronunciamento, confermando la validità della posizione assunta da Spelinspektionen.
Nelle motivazioni della sentenza, i giudici sottolineano che la normativa svedese sul gioco d’azzardo è costruita su un principio restrittivo e rappresenta una legislazione fondata sul divieto, salvo specifiche autorizzazioni. La legge, secondo la Corte, riflette inoltre una visione prudente riguardo all’utilizzo di terminali self-service, come quelli destinati al bingo.
Alla luce di tali considerazioni, la Kammarrätten ha concluso che non è opportuno, dal punto di vista dell’interesse generale, autorizzare il funzionamento di terminali per il bingo all’interno di chioschi, negozi e altre strutture la cui attività principale non è legata al gioco.
La decisione rafforza l’orientamento restrittivo adottato dalle autorità svedesi in materia di distribuzione dell’offerta di gioco e conferma il ruolo centrale delle sale specializzate come luoghi autorizzati per lo svolgimento delle attività di bingo.







