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Bolzano, sette posti di lavoro a rischio: il TAR sospende la decadenza della licenza scommesse

Il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha accolto in via monocratica la richiesta di tutela cautelare presentata da una concessionaria del gioco pubblico contro il provvedimento con cui il Comune di Bolzano aveva dichiarato la scadenza di una licenza per la raccolta di scommesse sportive e ippiche già operativa.

La decisione, adottata con decreto presidenziale del 10 giugno , non entra ancora nel merito della controversia ma consente alla società di mantenere temporaneamente la propria attività in attesa della discussione collegiale fissata per il prossimo 7 luglio.

La vicenda riguarda una licenza rilasciata nel 2015 per l’esercizio dell’attività di raccolta delle scommesse. Nel corso del tempo il titolo autorizzatorio è stato interessato da una complessa serie di vicende amministrative e giudiziarie che hanno portato il Comune di Bolzano ad adottare, nel 2025, un provvedimento definitivo con cui è stata accertata la scadenza dell’autorizzazione al 31 dicembre 2015.

Contro tale decisione la società concessionaria ha avviato un articolato contenzioso che è passato anche davanti al Consiglio di Stato. Proprio pochi giorni fa, con una sentenza del 3 giugno 2026, Palazzo Spada ha rimesso la controversia al Tribunale amministrativo di Bolzano per la decisione di merito, determinando la riassunzione del giudizio davanti ai giudici altoatesini.

Nell’esaminare l’istanza cautelare urgente, il presidente del Tribunale ha ritenuto che sussistano ragioni sufficienti per mantenere invariata la situazione esistente fino alla valutazione collegiale del ricorso.

Particolare rilievo assume il riferimento al possibile danno derivante dall’interruzione dell’attività. Nel decreto si evidenzia infatti come continui a sussistere una situazione di estrema gravità e urgenza legata alla necessità di garantire la continuità della raccolta delle scommesse da parte del concessionario pubblico. Il giudice richiama inoltre le possibili conseguenze occupazionali della vicenda, sottolineando che il punto vendita impiega sette lavoratori e che la cessazione dell’attività potrebbe determinare anche una perdita dell’avviamento commerciale maturato nel tempo.

Il Tribunale ha quindi ritenuto opportuno preservare la situazione esistente fino a quando tutte le questioni sollevate nel ricorso potranno essere esaminate in modo approfondito dal collegio giudicante.

La decisione non rappresenta naturalmente una vittoria definitiva per la concessionaria, né una bocciatura delle ragioni sostenute dal Comune di Bolzano. Il decreto presidenziale si limita infatti a riconoscere l’esistenza di un pregiudizio potenzialmente rilevante e la necessità di evitare effetti irreversibili nelle more della decisione collegiale.

Sarà la camera di consiglio del 7 luglio a fornire le prime indicazioni più significative sull’esito della controversia. In quella sede il Tribunale dovrà valutare nel dettaglio le questioni giuridiche relative alla validità della licenza e alla legittimità del provvedimento comunale che ne ha dichiarato la cessazione.

La vicenda viene seguita con attenzione dagli operatori del settore delle scommesse, poiché tocca temi particolarmente delicati legati alla durata dei titoli autorizzatori, al rapporto tra concessioni statali e licenze di pubblica sicurezza e alla continuità operativa dei punti di raccolta del gioco pubblico.

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