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Riordino del gioco fisico, Chiacchio (AGSI): “Servono confronto, equilibrio e tutela della pluralità del mercato”

Sul percorso di riordino del gioco pubblico terrestre e sulle future gare per le concessioni continua il confronto tra operatori, associazioni di categoria e politica. A intervenire è Pasquale Chiacchio, presidente di AGSI – Associazione Gestori Scommesse Italia, che richiama l’esigenza di arrivare a una riforma costruita attraverso un percorso partecipato e condiviso.

“Siamo naturalmente d’accordo con l’esigenza di arrivare a una riforma, aggiungo che questa debba essere condivisa e partecipata del settore”, afferma Chiacchio. “Un provvedimento così importante dovrebbe nascere attraverso un confronto trasparente, nel quale le associazioni di categoria possano portare le proprie proposte e osservazioni, per poi seguire il normale iter istituzionale con il coinvolgimento delle Regioni e del Parlamento”.

Proprio per questo, secondo il presidente di AGSI, desta preoccupazione il fatto che, a poche settimane dalla scadenza del 29 agosto della Delega Fiscale indicata per il completamento del percorso, il testo del decreto continui a non essere conosciuto da una parte significativa degli stessi soggetti chiamati a valutarlo.

Una situazione che, osserva Chiacchio, non rappresenta una novità. Già durante il convegno organizzato a Montecitorio dall’onorevole Andrea de Bertoldi, diversi esponenti politici avevano evidenziato pubblicamente di non aver avuto modo di esaminare la bozza del provvedimento. Un tema che successivamente è stato anche oggetto di iniziative parlamentari finalizzate a comprendere lo stato di avanzamento del lavoro del Governo.

Alle osservazioni emerse nei mesi scorsi si aggiungono ora le recenti dichiarazioni della deputata di Forza Italia Paola Boscaini, che ha affermato di non aver ancora visionato il testo del decreto. Un elemento che, secondo AGSI, contribuisce ad alimentare interrogativi sull’effettivo livello di condivisione raggiunto finora e sui tempi necessari per completare il confronto istituzionale.

“Oggi assistiamo a una situazione contraddittoria”, osserva Chiacchio. “Da un lato si sottolinea la necessità di accelerare il percorso per consentire la realizzazione delle gare, cosa che ci vede d’accordo; dall’altro emerge che la discussione politica sul provvedimento risulta ancora rallentata. È quindi legittimo chiedersi che cosa sia accaduto in tutti questi mesi e perché non si sia riusciti a raggiungere prima un punto di equilibrio”.

Per il presidente di AGSI, il rispetto delle scadenze resta certamente importante, ma non può diventare l’unico parametro di valutazione. “La fretta, soprattutto quando si interviene su un comparto complesso come quello del gioco pubblico, non sempre rappresenta la soluzione migliore. Come ricorda un noto proverbio popolare, la gatta frettolosa fa i gattini ciechi. Occorre invece individuare il giusto equilibrio tra l’esigenza di rispettare le scadenze e quella di costruire regole solide, condivise e sostenibili”.

Nel ragionamento di AGSI trova spazio anche il tema della tutela della pluralità del mercato, considerato un elemento essenziale per il futuro assetto del comparto. Chiacchio sottolinea infatti come il settore del gioco pubblico abbia sempre visto convivere piccoli, medi e grandi operatori, una caratteristica che rappresenta una ricchezza per l’intera filiera.

“Qualsiasi intervento normativo dovrebbe garantire condizioni che consentano a tutte le componenti del settore di continuare a operare”, conclude il presidente di AGSI. “È importante evitare squilibri che possano favorire esclusivamente le realtà più grandi a discapito delle imprese minori, che rappresentano una parte significativa del tessuto economico e occupazionale del comparto. La costruzione del nuovo assetto regolatorio dovrebbe quindi perseguire l’obiettivo di coniugare certezza delle regole, sostenibilità economica e pluralismo imprenditoriale, nell’interesse dell’intero sistema del gioco pubblico”.

Redazione Jamma
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