L’evoluzione digitale del gioco d’azzardo e il ruolo sempre più incisivo degli algoritmi sono stati al centro dell’intervento del cardinale Matteo Maria Zuppi (in foto) all’incontro “Riscrivere le regole del gioco d’azzardo per rimettere le persone al centro delle scelte politiche”, promosso dal Forum delle Associazioni Familiari.
Secondo il presidente della Conferenza Episcopale Italiana, una parte crescente del fenomeno si sviluppa oggi online, in forme meno visibili rispetto al passato ma potenzialmente più insidiose. “Una buona parte del gioco è digitale ed è quella più invisibile, più pericolosa”, ha osservato, sottolineando come la tecnologia stia cambiando profondamente le modalità di accesso e di fruizione dell’azzardo.
Zuppi ha richiamato l’attenzione sul ruolo dell’intelligenza artificiale e degli algoritmi, che possono aumentare la capacità delle piattaforme di catturare e trattenere l’attenzione degli utenti. Nel mondo digitale, ha spiegato, i tempi si accorciano, la velocità delle interazioni aumenta e il rischio di essere continuamente spinti a giocare diventa più elevato.
Per il cardinale, il problema non riguarda soltanto il gioco d’azzardo, ma più in generale un ecosistema digitale progettato per massimizzare il tempo trascorso online. Citando il recente documento vaticano “Antiqua et Nova” sull’intelligenza artificiale, ha ricordato che piattaforme e servizi digitali sono spesso costruiti per sfruttare le fragilità delle persone, indebolendo la capacità di scelta e la libertà interiore.
“La persona non può essere trattata come un mezzo, ma deve restare un fine”, ha affermato, evidenziando la responsabilità morale di chi progetta, finanzia e utilizza sistemi capaci di influenzare il comportamento degli utenti. In questo contesto, il gioco online rappresenta uno degli ambiti in cui gli effetti degli algoritmi possono manifestarsi con maggiore evidenza.
Particolarmente preoccupante, secondo Zuppi, è il fatto che molte forme di dipendenza digitale si sviluppino all’interno delle mura domestiche e spesso senza che le famiglie ne siano pienamente consapevoli. Solo quando emergono difficoltà economiche o situazioni critiche, il problema diventa visibile.
Per questo motivo il cardinale ha ribadito l’importanza di rafforzare le reti educative, i legami sociali e il ruolo delle comunità. “Vanno sostenuti i legami sociali, le reti e le comunità educative che accompagnano le scelte di vita e impediscono che l’incertezza produca solitudine e dipendenze”, ha affermato.
Nel suo intervento Zuppi ha infine invitato politica e istituzioni a sviluppare una risposta condivisa e trasversale, capace di affrontare le nuove sfide poste dalla digitalizzazione dell’azzardo. L’obiettivo, ha concluso, deve essere quello di utilizzare la tecnologia per rafforzare la libertà delle persone e non per alimentare meccanismi che rischiano di trasformarsi in nuove forme di dipendenza.






