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Portogallo, allarme del Governo su giochi e scommesse illegali: “Un mercato da 24 miliardi di euro”

Il mercato illegale del gioco online in Portogallo ha raggiunto dimensioni pari a quelle del comparto regolamentato. A lanciare l’allarme è stato il ministro dell’Economia, Pedro Reis, intervenuto nei giorni scorsi alla presentazione della campagna di sensibilizzazione “Nem tudo o que vês é jogo seguro” (“Non tutto ciò che vedi è gioco sicuro”), promossa per mettere in guardia i consumatori, soprattutto i più giovani, dai rischi legati agli operatori privi di licenza.

Le parole del ministro hanno attirato l’attenzione dell’intera industria del gaming. Secondo le stime richiamate durante l’evento, il valore del mercato illegale potrebbe arrivare fino a 24 miliardi di euro, una cifra che si avvicinerebbe a quella generata dal settore autorizzato. Un fenomeno definito dallo stesso Reis una vera e propria “piaga”, capace di sottrarre enormi volumi di denaro ai circuiti regolamentati e alle garanzie previste per i consumatori.

L’intervento governativo rappresenta un passaggio significativo perché segna il riconoscimento pubblico, ai più alti livelli istituzionali, di un problema che gli operatori autorizzati denunciano da anni. Il Portogallo dispone già di un sistema regolatorio consolidato e di un’autorità dedicata, il Serviço de Regulação e Inspeção de Jogos, che può ordinare il blocco dei siti non autorizzati. A ciò si aggiungono le competenze dell’Autoridade de Segurança Alimentar e Económica e della Polizia Giudiziaria nelle attività di contrasto agli illeciti economici e finanziari collegati al gioco.

Nonostante questi strumenti, il mercato grigio e quello completamente illegale continuano a crescere. Le ragioni sono molteplici. Gli operatori non autorizzati agiscono spesso da giurisdizioni estere, modificano rapidamente domini e infrastrutture tecnologiche e sfruttano canali digitali difficili da controllare, come social network, piattaforme pubblicitarie, influencer e circuiti di affiliazione. In pratica, mentre le autorità bloccano un sito, altri possono comparire in poche ore con indirizzi differenti.

La campagna appena lanciata punta soprattutto a rafforzare la consapevolezza dei giocatori. Il messaggio è semplice: chi sceglie piattaforme prive di licenza rinuncia alle tutele garantite dal sistema regolamentato. Non esistono meccanismi certi per la gestione dei reclami, non vi sono garanzie sui depositi, mancano strumenti di gioco responsabile e controlli effettivi sul rispetto delle regole.

Secondo numerosi osservatori del settore, tuttavia, la sola informazione non sarà sufficiente a ridurre un fenomeno di tali dimensioni. Se il mercato illegale vale realmente decine di miliardi di euro, la risposta dovrà necessariamente includere interventi normativi e tecnologici più incisivi. Proprio per questo il ministro ha invitato regolatori, operatori e soggetti interessati a formulare proposte concrete in vista della nuova legislazione sul gioco che il governo portoghese intende presentare nei prossimi mesi. Un’apertura interpretata come il riconoscimento implicito dell’insufficienza dell’attuale quadro normativo.

Tra le misure che vengono indicate con maggiore frequenza dagli esperti emerge il rafforzamento del blocco dei pagamenti verso operatori illegali. Se il blocco degli indirizzi internet può essere aggirato relativamente facilmente, intervenire sui circuiti finanziari renderebbe molto più difficile per le piattaforme non autorizzate ricevere depositi dai giocatori portoghesi. Un sistema di questo tipo richiederebbe una stretta collaborazione tra l’autorità di regolazione del gioco e la Banca del Portogallo.

Un secondo fronte riguarda la pubblicità. Le piattaforme illegali continuano infatti a raggiungere gli utenti attraverso campagne digitali, marketing di influenza e reti di affiliazione che, nella maggior parte dei casi, operano senza particolari responsabilità. Da qui la richiesta di introdurre forme di responsabilità anche per gli intermediari che promuovono operatori privi di licenza rivolgendosi al pubblico portoghese.

Infine, il dibattito coinvolge la competitività stessa del mercato regolamentato. Molti giocatori scelgono operatori non autorizzati non soltanto per mancanza di informazioni, ma anche perché attratti da prodotti non disponibili nel circuito legale, procedure più rapide per i prelievi o sistemi promozionali più aggressivi. Secondo una parte dell’industria, la futura riforma dovrebbe interrogarsi su quali restrizioni siano realmente necessarie per la tutela dei consumatori e quali, invece, finiscano per favorire indirettamente il mercato illegale.

Il governo portoghese ha dunque portato il tema al centro dell’agenda politica. Resta ora da capire se alle dichiarazioni seguiranno interventi capaci di incidere concretamente su un fenomeno che, secondo le stime più recenti, ha ormai raggiunto una dimensione tale da rappresentare una delle principali sfide per il sistema regolatorio del gioco online nel Paese.

Redazione Jamma
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