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Minori e digitale, Benifei (PD): “Sì ai limiti d’età, ma servono anche educazione, regole e sovranità europea”

La tutela dei minori online richiede limiti d’età, ma non può esaurirsi in un divieto di accesso ai social network. Lo ha affermato Brando Benifei (in foto), europarlamentare del Partito Democratico e relatore dell’AI Act, intervenendo alla presentazione della proposta di legge sulla verifica dell’età per l’accesso alle piattaforme digitali e tutela dei minori a firma del deputato Stefano Vaccari.

Benifei ha richiamato il lavoro in corso a livello europeo, dall’app per la verifica sicura dell’età alla discussione sui possibili limiti di accesso ai social. “Sono favorevole al divieto e ai limiti d’età, ma dobbiamo affiancarli ad altre misure”, ha spiegato, sottolineando la necessità di formazione, educazione digitale e interventi sul design delle piattaforme.

L’eurodeputato ha ricordato anche il lavoro sull’intelligenza artificiale e l’inserimento, nell’ambito dell’aggiornamento delle norme digitali europee, di un divieto dei sistemi di nudificazione non consensuale. Una misura che, secondo Benifei, ha particolare rilevanza per la protezione dei minori, alla luce dei casi emersi anche in Italia.

“Servono azioni educative, ma anche misure repressive e limiti legali”, ha affermato, evidenziando che il dialogo con le grandi piattaforme resta necessario, ma non può essere affidato soltanto alla loro buona volontà. “L’etica è fondamentale, ma servono anche norme e sanzioni”.

Benifei ha poi collegato il tema della tutela dei minori a quello più ampio della sovranità digitale europea. La dipendenza da infrastrutture, cloud, chip, sistemi di pagamento e tecnologie sviluppate fuori dall’Unione Europea, ha osservato, riduce la capacità dell’Europa di decidere autonomamente quali regole adottare e quali pratiche limitare.

Secondo l’europarlamentare, protezione dei minori, regolazione delle piattaforme e autonomia tecnologica europea sono aspetti collegati. “Abbiamo bisogno di una forza europea anche sul piano delle infrastrutture digitali”, ha concluso, ribadendo che il lavoro sulle regole deve procedere insieme alla riduzione delle dipendenze tecnologiche.

Redazione Jamma
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