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Minori e digitale, Vaccari (PD): “Loot box e gioco d’azzardo minacciano i giovani, servono regole più severe per social e piattaforme”

La tutela dei minori online non può prescindere da una riflessione sul gioco d’azzardo, sulle meccaniche di engagement utilizzate dalle piattaforme digitali e sulla crescente influenza che gli algoritmi esercitano sulle nuove generazioni. È uno dei messaggi lanciati dal deputato del Partito Democratico Stefano Vaccari (in foto) durante la presentazione della proposta di legge “Disposizioni per la tutela dei minori nell’accesso alle piattaforme digitali e ai social network mediante sistemi effettivi di verifica dell’età”.

Nel suo intervento, Vaccari ha posto una questione che ha definito “politica, educativa e civile”: se sia accettabile che l’ambiente digitale frequentato quotidianamente da bambini e adolescenti venga progettato principalmente per catturare l’attenzione degli utenti, raccogliere dati, profilare comportamenti e massimizzare il tempo di permanenza online.

Secondo il parlamentare, la risposta non può che essere negativa, soprattutto considerando che gran parte delle piattaforme utilizzate dai giovani europei appartiene a operatori extraeuropei. Citando il Rapporto Draghi e la Relazione sul Decennio Digitale 2025 della Commissione europea, Vaccari ha ricordato che circa l’80% dei servizi, delle infrastrutture e dei prodotti digitali utilizzati nell’Unione Europea dipende da fornitori esteri.

“Una parte rilevante delle regole che influenzano la vita online dei nostri figli viene definita fuori dall’Europa, secondo modelli economici e culturali che non sempre coincidono con le nostre priorità educative e sociali”, ha affermato.

Il deputato ha criticato il sistema attualmente utilizzato per verificare l’età degli utenti, basato prevalentemente sull’autodichiarazione. “Per anni abbiamo affidato la protezione dei minori a strumenti fragili: una spunta su una casella, una dichiarazione dell’età, condizioni d’uso che nessun ragazzo legge davvero e responsabilità scaricate sulle famiglie. Quel modello ha fallito”, ha dichiarato.

Da qui la proposta di introdurre sistemi effettivi di verifica dell’età, vietando l’accesso ai social network ai minori di 16 anni, salvo specifiche deroghe per i ragazzi tra i 14 e i 16 anni sottoposte a consenso genitoriale qualificato e a particolari condizioni di sicurezza.

Tra gli elementi centrali della proposta figura anche il contrasto alle funzionalità definite “addictive by design”, cioè progettate per aumentare il coinvolgimento degli utenti. Vaccari ha citato autoplay, scroll infiniti, notifiche push non essenziali, sistemi di ricompensa e meccanismi che incentivano un utilizzo compulsivo delle piattaforme.

“Non possiamo fingere che questi strumenti siano neutrali. Per gli account minorili devono essere disattivati per impostazione predefinita e in modo non aggirabile”, ha spiegato.

Un capitolo specifico della proposta riguarda il tema del gioco e delle meccaniche assimilabili all’azzardo. Vaccari ha richiamato la propria attività parlamentare sul settore, sottolineando come alcuni strumenti ormai diffusi nei videogiochi e nelle piattaforme digitali utilizzino dinamiche molto simili a quelle del gambling.

“Le loot box, le casse premio, i premi casuali, le ricompense aleatorie, la pressione temporale e le forme di monetizzazione predatoria non sono dettagli tecnici. Sono leve psicologiche e quando vengono rivolte ai minori diventano un problema pubblico”, ha affermato.

Per questo la proposta di legge prevede il divieto di accesso dei minori a tali sistemi e interviene anche sulla loro promozione diretta o indiretta.

Nel suo intervento Vaccari ha inoltre collegato il tema della protezione digitale alla più ampia questione della presenza del gioco d’azzardo nello sport e nella comunicazione commerciale. “Non possiamo dire di voler proteggere i minori online e poi normalizzare il gioco d’azzardo nello sport, nella pubblicità, nelle sponsorizzazioni e persino nei contesti che dovrebbero educare a inclusione, rispetto, disciplina, salute e comunità”, ha dichiarato.

Secondo il parlamentare esiste infatti una necessità di coerenza educativa tra le politiche di tutela dei giovani e i messaggi che il sistema trasmette quotidianamente. In questo quadro ha richiamato anche il riconoscimento del gaming disorder da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità come patologia e il crescente impatto che le dipendenze comportamentali stanno assumendo tra gli adolescenti.

Ampio spazio è stato dedicato anche ai rischi legati all’intelligenza artificiale. Vaccari ha ricordato che nove delle dieci principali aziende mondiali che investono in IA e tecnologie avanzate hanno sede negli Stati Uniti o in Cina e che nessuna appartiene all’Unione Europea. Una situazione che, a suo avviso, rende ancora più urgente la definizione di regole efficaci per proteggere i minori da contenuti manipolati, deepfake, disinformazione, cyberbullismo, ricatti digitali e altre forme di pressione psicologica amplificate dalle nuove tecnologie.

La proposta prevede inoltre il divieto di profilazione commerciale dei minori, l’introduzione di account dedicati per gli utenti tra i 14 e i 16 anni, controlli parentali effettivi, audit obbligatori per le piattaforme e un sistema di sanzioni che potrebbe arrivare fino al 6% del fatturato mondiale degli operatori in caso di violazioni gravi.

Accanto agli strumenti normativi, Vaccari ha sottolineato l’importanza dell’educazione digitale, prevedendo campagne permanenti nelle scuole, il coinvolgimento delle famiglie e iniziative di sensibilizzazione sull’utilizzo consapevole delle tecnologie.

“La libertà di un minore non coincide con l’essere lasciato solo davanti a sistemi che lo profilano, lo spingono, lo trattengono e monetizzano la sua fragilità. La libertà vera cresce in un ambiente sicuro, trasparente e proporzionato all’età”, ha concluso.

Secondo il deputato, la tutela dei minori e la sovranità digitale rappresentano oggi due aspetti strettamente collegati. Una sfida che riguarda non soltanto la regolazione dei social network, ma il modello di sviluppo tecnologico che l’Europa intende costruire per le future generazioni.

Redazione Jamma
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