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Gioco d’azzardo, M5S Basilicata: “Basta rinvii, serve una strategia regionale contro la dipendenza”

Le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri chiedono alla Regione Basilicata un cambio di passo nella lotta al gioco d’azzardo patologico, sollecitando l’adozione di una strategia organica e strutturata per affrontare un fenomeno che, secondo i dati più recenti, continua a crescere anche sul territorio lucano.

Le esponenti pentastellate sottolineano come non siano più sufficienti interventi episodici o dichiarazioni di principio. «Come consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, chiediamo con forza che la Regione Basilicata adotti senza ulteriori rinvii una strategia organica di contrasto al gioco d’azzardo patologico», dichiarano Araneo e Verri. Secondo le due consigliere, è necessario mettere in campo misure concrete e una programmazione capace di incidere realmente sul fenomeno.

Tra le richieste avanzate vi è innanzitutto la pubblicazione dei dati comunali relativi alla raccolta del gioco. «Serve che la Regione eserciti tutta la pressione istituzionale disponibile affinché vengano resi pubblici i dati comunali oggi negati, perché senza dati non si governano i fenomeni», affermano. Un passaggio ritenuto fondamentale per comprendere l’effettiva dimensione del problema e costruire politiche di prevenzione efficaci.

Le consigliere chiedono inoltre un piano regionale specifico rivolto alle categorie considerate più vulnerabili, ovvero giovani, famiglie in difficoltà economica e anziani. Secondo Araneo e Verri, il gioco da remoto sta esercitando una pressione crescente proprio su questi segmenti della popolazione, rendendo indispensabile un rafforzamento delle attività di prevenzione e sensibilizzazione.

Altro tema centrale è quello dell’assistenza sanitaria. Le rappresentanti del M5S evidenziano come i servizi dedicati al disturbo da gioco d’azzardo risultino oggi insufficienti. «Serve il rafforzamento dei servizi sanitari e sociali dedicati al disturbo da gioco d’azzardo, che in Basilicata — già ultima in Italia per spesa in salute mentale, con 53,8 euro pro capite contro una media nazionale di 78 — sono del tutto inadeguati rispetto alla domanda reale», sostengono.

Nel loro intervento, Araneo e Verri tornano anche sul tema della pubblicità del gioco d’azzardo. «Chiediamo inoltre che la Regione si faccia promotrice, nelle sedi appropriate, del ripristino del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, oggi aggirato sistematicamente attraverso testimonial, sponsorizzazioni sportive e marketing digitale». Le due consigliere ricordano che il divieto era stato introdotto dal Movimento 5 Stelle con il Decreto Dignità, sostenendo che nel tempo la sua efficacia sia stata progressivamente indebolita.

Secondo le esponenti pentastellate, il dibattito non può limitarsi al gettito fiscale generato dal settore. «Lo Stato incassa 11,4 miliardi di entrate fiscali dal gioco. Ma i costi sanitari, sociali e giudiziari che l’azzardo genera superano ampiamente quelle entrate». In una regione come la Basilicata, aggiungono, il peso sociale del fenomeno sarebbe ancora più evidente. «Non possiamo continuare a governare questa emergenza come se fosse normale, come se 1,6 miliardi bruciati ogni anno fossero un dato di sfondo e non una ferita aperta nel tessuto sociale della nostra comunità».

Per portare la questione all’attenzione dell’assemblea regionale, Araneo e Verri annunciano infine una nuova iniziativa istituzionale. «Presenteremo nelle prossime settimane un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta quali iniziative intenda adottare in risposta ai dati pubblicati dal Libro Nero dell’Azzardo 2025 e quali risorse siano state destinate ai servizi per il disturbo da gioco d’azzardo nell’ambito del Piano Sanitario Regionale 2026-2030». Un’iniziativa che punta a ottenere risposte puntuali sulle politiche regionali e sulle risorse effettivamente destinate alla prevenzione e alla cura delle dipendenze da gioco. «Il silenzio non è un’opzione», concludono le due consigliere.

Redazione Jamma
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