Bally’s Intralot ha raggiunto un accordo con il board di evoke per l’acquisizione dell’intero capitale del gruppo proprietario, tra gli altri, dei marchi William Hill, 888, Mr Green e 888sport. L’operazione, annunciata il 5 giugno 2026, sarà realizzata principalmente attraverso uno scambio azionario e valuta evoke circa 243,1 milioni di sterline.
In base ai termini dell’offerta, gli azionisti evoke riceveranno 0,537 nuove azioni Intralot per ogni azione posseduta. Il valore implicito dell’operazione è pari a 52 pence per azione evoke, sulla base del prezzo delle azioni Intralot a 1,12 euro. È prevista anche un’alternativa in contanti, sempre a 52 pence per azione, ma con un tetto massimo complessivo di circa 117,1 milioni di sterline. Se le adesioni all’opzione cash supereranno il limite previsto, il pagamento sarà ridotto proporzionalmente e la parte residua sarà corrisposta in azioni Intralot.
L’offerta incorpora un premio del 138% rispetto al prezzo di chiusura di evoke del 9 dicembre 2025, ultimo giorno di Borsa prima dell’annuncio della revisione strategica del gruppo, e del 77% rispetto al prezzo medio ponderato dei tre mesi conclusi il 17 aprile 2026.
L’operazione nasce in un contesto di forte pressione fiscale e regolatoria sul mercato britannico. Il governo UK ha annunciato l’aumento della Remote Gaming Duty dal 21% al 40% da aprile 2026 e l’incremento dell’imposta sulle scommesse online, escluse quelle ippiche, dal 15% al 25% da aprile 2027. Secondo evoke, l’impatto annuo delle nuove misure, prima di eventuali azioni correttive, potrebbe arrivare a 125-135 milioni di sterline, pari al 36% dell’Ebitda 2025.
Per Intralot, la pressione sul mercato britannico apre invece uno spazio di consolidamento. L’acquisizione consentirebbe di integrare nel gruppo marchi storici come William Hill e 888, rafforzando la presenza nel Regno Unito e nei principali mercati regolati europei. Il gruppo risultante dall’operazione punta a diventare il secondo operatore nell’iGaming britannico e il quarto nelle scommesse sportive online nel Regno Unito, con una presenza significativa anche nel retail.
Sul piano industriale, Intralot prevede sinergie lorde annue ante imposte per circa 180 milioni di sterline entro il secondo anno dal completamento dell’operazione. I risparmi dovrebbero derivare soprattutto dall’ottimizzazione del marketing, dalla razionalizzazione delle funzioni operative e dal consolidamento delle infrastrutture IT.
Il nuovo gruppo avrebbe ricavi pro forma 2025 pari a 3,2 miliardi di euro e un Ebitda rettificato pro forma di 856 milioni di euro, tenendo conto dell’impatto delle nuove imposte britanniche, delle misure di mitigazione già annunciate da Intralot e delle sinergie previste. Il margine Ebitda pro forma sarebbe intorno al 27%.
Il board di evoke ha espresso parere favorevole all’operazione, ritenendola la proposta più interessante e realizzabile tra le alternative esaminate nell’ambito della revisione strategica avviata nel dicembre 2025. Intralot ha già ricevuto impegni irrevocabili e lettere di intenti a sostegno dell’operazione pari a circa il 29,07% del capitale evoke.
Il completamento dell’acquisizione resta subordinato all’approvazione degli azionisti, al via libera del tribunale di Gibilterra e alle autorizzazioni regolatorie e antitrust nei principali mercati coinvolti, compresi Regno Unito, Italia, Germania, Malta, Spagna, Gibraltar, Canada e alcuni Stati USA. La chiusura è attesa tra il quarto trimestre 2026 e il primo trimestre 2027.
Per il settore del gioco, l’operazione conferma una tendenza ormai evidente: la pressione fiscale e regolatoria non riduce necessariamente l’interesse per i mercati maturi, ma accelera la concentrazione tra operatori capaci di sostenere costi più elevati, investimenti tecnologici e requisiti di compliance sempre più stringenti.






