Il Consiglio comunale di Blackburn with Darwen, area in cui i tassi di gioco d’azzardo risultano circa tre volte superiori alla media nazionale in Gran Breatagna, ha deciso di vietare la pubblicità delle scommesse sulle pensiline degli autobus e sugli schermi elettronici presenti sul territorio.
L’amministrazione – si legge su BBC.com – ha inoltre aderito alla Coalition to End Gambling Ads (CEGA), organizzazione che promuove la progressiva eliminazione della pubblicità legata al gioco d’azzardo.
Il consigliere Damian Talbot ha dichiarato di auspicare che la promozione del gioco d’azzardo diventi socialmente inaccettabile come accaduto in passato per la pubblicità del tabacco.
Secondo Talbot, la dipendenza dal gioco può avere effetti devastanti sulle persone e sulle famiglie, con conseguenze paragonabili a quelle provocate dall’abuso di alcol, tabacco e sostanze stupefacenti. Ha inoltre sottolineato come la diffusione delle piattaforme online renda ancora più urgente l’adozione di strumenti di prevenzione e sensibilizzazione.
Uno studio realizzato da accademici per conto del Comune ha evidenziato che i danni correlati al gioco d’azzardo nell’area sono significativamente più elevati rispetto alla media nazionale.
La decisione arriva in un momento ritenuto particolarmente delicato, anche per la forte presenza di messaggi pubblicitari legati alle scommesse durante grandi eventi sportivi internazionali.
L’attivista Steven Bate, impegnato da anni nelle campagne contro il gioco d’azzardo, ha accolto favorevolmente il provvedimento e ha espresso l’auspicio che altre amministrazioni locali adottino iniziative analoghe.
Bate ha ricordato come la sua famiglia abbia lasciato un contesto fortemente influenzato dalla cultura delle scommesse a causa dei problemi di gioco del padre. A suo giudizio, la diffusione delle piattaforme digitali e della pubblicità televisiva ha reso il fenomeno ancora più pervasivo.
Lo scorso anno il Comune aveva già annunciato il rafforzamento dei servizi di supporto per le persone con problemi di gioco dopo l’adozione di una nuova valutazione dei bisogni legati ai danni da gioco d’azzardo, elaborata in collaborazione con l’Università di Glasgow e l’Università di Sheffield.
L’analisi ha individuato tra i gruppi maggiormente esposti ai rischi i giovani, i residenti nelle aree economicamente svantaggiate e le persone appartenenti a minoranze etniche.






