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Azzardo e videogiochi, interrogazione al Parlamento europeo: González Casares e Ballarín chiedono più tutele contro loot box e pratiche manipolative

La crescente convergenza tra videogiochi, meccaniche assimilabili all’azzardo e modelli di monetizzazione aggressivi torna al centro del dibattito europeo. Gli eurodeputati spagnoli Nicolás González Casares e Laura Ballarín Cereza, entrambi appartenenti al gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D), hanno presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea chiedendo un intervento più incisivo contro le pratiche considerate predatorie nei giochi per dispositivi mobili distribuiti attraverso i principali app store.

L’atto parlamentare prende spunto dal caso di Age of Origins, videogioco mobile accusato di utilizzare sistemi di monetizzazione manipolativi, pubblicità ingannevole, dark patterns e meccaniche che simulano il gioco d’azzardo con l’obiettivo di incentivare la spesa degli utenti. Secondo i due eurodeputati, le criticità riguarderebbero anche la moderazione insufficiente di contenuti d’odio e minacce violente all’interno delle comunità di gioco, oltre a presunte incoerenze nelle classificazioni PEGI tra le diverse piattaforme.

Particolare attenzione viene riservata alla tutela dei minori. Nell’interrogazione si evidenzia come alcune funzionalità dei videogiochi moderni possano riprodurre dinamiche molto simili a quelle dell’azzardo, soprattutto attraverso le loot box, ossia acquisti in-game che prevedono ricompense casuali e il cui contenuto non è noto in anticipo al giocatore. Da anni tali strumenti sono oggetto di analisi da parte di autorità di regolazione, studiosi e associazioni dei consumatori per il loro potenziale impatto sui comportamenti di spesa, specialmente tra gli utenti più giovani.

González Casares e Ballarín Cereza chiedono alla Commissione se le piattaforme online di grandi dimensioni soggette al Digital Services Act (DSA) e gli operatori degli app store designati come gatekeeper ai sensi del Digital Markets Act (DMA) debbano assumersi una responsabilità maggiore quando traggono profitto da sistemi di monetizzazione dannosi o da meccanismi che possono colpire in particolare i minori.

L’interrogazione richiama anche un ulteriore aspetto ritenuto problematico: la promozione, all’interno del videogioco, di criptoattività speculative che, secondo i parlamentari, avrebbero causato perdite economiche agli utenti dopo il crollo del loro valore. Per i firmatari, il caso solleva interrogativi sul rispetto della direttiva sulle pratiche commerciali sleali e delle più recenti normative europee dedicate ai servizi digitali.

I due eurodeputati domandano inoltre se la Commissione intenda valutare l’avvio di indagini o azioni coordinate di enforcement sui rischi sistemici che gli ecosistemi del gaming mobile potrebbero rappresentare per la salute mentale, la sicurezza finanziaria e i diritti fondamentali dei consumatori. Un tema che si inserisce in una riflessione sempre più ampia sul ruolo delle grandi piattaforme digitali, chiamate a garantire standard elevati di protezione degli utenti nei marketplace online.

L’ultima parte dell’interrogazione guarda alle future iniziative legislative dell’Unione europea. González Casares e Ballarín Cereza chiedono infatti come Bruxelles intenda rafforzare la protezione dei minori rispetto alle loot box, alle forme di azzardo simulato e ai meccanismi di monetizzazione manipolativa nell’ambito del futuro Digital Fairness Act e della revisione del regolamento sulla cooperazione tra autorità nazionali per la tutela dei consumatori.

Redazione Jamma
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