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Riordino gioco fisico e lotta alla ludopatia: ecco lo mozioni M5S e IV presentate alla Camera

Riportiamo di seguito i testi delle due mozioni sul gioco pubblico presentate ieri alla Camera da Movimento 5 Stelle e Italia Viva, che sono in trattazione in Aula insieme a quella del PD sullo stesso tema.

La Camera, premesso che: 1) l’organizzazione e l’esercizio dei giochi e delle scommesse con vincita in denaro sono riservati allo Stato ai sensi del decreto legislativo n. 496 del 1948, principio la cui legittimità è stata più volte confermata dalla Corte costituzionale in ragione della necessità di tutelare interessi pubblici primari quali l’ordine pubblico, la sicurezza, la salute, la protezione dei consumatori e il contrasto alla criminalità organizzata; 2) il sistema concessorio in materia di gioco pubblico nasce storicamente come strumento volto a contenere un fenomeno socialmente pericoloso e non quale ordinaria attività economica da incentivare o da espandere; 3) nel corso degli ultimi anni il modello regolatorio del comparto ha progressivamente smarrito la propria originaria funzione di contenimento, evolvendo verso un sistema fortemente orientato alla crescita della raccolta e alla stabilizzazione del gettito erariale derivante dall’azzardo; 4) la Relazione sul settore dei giochi pubblici presentata dal Ministero dell’economia e delle finanze al Parlamento il 15 aprile 2026 evidenzia che nel 2025 il volume complessivo della raccolta ha raggiunto la cifra record di 164,6 miliardi di euro, confermando la continua espansione del comparto dell’azzardo in Italia, pur a fronte di entrate erariali sostanzialmente stabili; 5) la medesima Relazione certifica che il settore degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro continua a rappresentare circa il 50 per cento delle entrate complessive derivanti dal gioco pubblico e che risultano in esercizio sul territorio nazionale tra 220.000 e 230.000 apparecchi Awp e circa 55.000 apparecchi Vlt, con una particolare concentrazione di questi ultimi nelle regioni Lombardia-Campania-Lazio-Piemonte e Puglia; 6) la Relazione del Ministero dell’economia e delle finanze evidenzia inoltre che il comparto Awp ha registrato una significativa riduzione della raccolta rispetto agli anni precedenti, riconoscendo espressamente che tale riduzione è stata determinata anche dalle limitazioni introdotte a livello regionale e locale in materia di distanze dai luoghi sensibili e limitazioni orarie, confermando quindi l’efficacia delle misure territoriali di prevenzione e contenimento dell’offerta; 7) il 27 maggio 2026 è stata presentata la quarta edizione del « Libro nero sull’azzardo », rapporto annuale realizzato da Cgil-Federconsumatori e Fondazione Isscon, in collaborazione con Federconsumatori Modena, significativamente intitolato « Lo Stato perdente », che ha evidenziato come il fenomeno dell’azzardo continui ad assumere dimensioni sempre più pervasive e strutturali nella vita economica e sociale del Paese; 8) il citato rapporto, in larga parte coerente con i dati ufficiali contenuti nella Relazione sul settore dei giochi pubblici presentata dal Ministero dell’economia e delle finanze al Parlamento il 15 aprile 2026, richiama l’attenzione sui gravissimi effetti economici, sociali e culturali derivanti dalla diffusione dell’azzardo, con particolare riferimento ai fenomeni del sovraindebitamento, dell’impoverimento delle famiglie, della marginalizzazione sociale, della vulnerabilità rispetto all’usura e della crescente esposizione dei soggetti più fragili ai rischi di dipendenza patologica e di esclusione sociale; 9) il mercato dell’azzardo è caratterizzato da un progressivo spostamento della domanda dal gioco fisico al gioco online, fenomeno ulteriormente accelerato dalla pandemia, dalla crescente diffusione delle piattaforme digitali e dalla maggiore accessibilità degli strumenti di gioco a distanza; 10) il gioco online presenta caratteristiche di particolare pericolosità sociale in ragione della continuità dell’offerta, dell’accessibilità permanente tramite strumenti digitali, della rapidità delle giocate e della maggiore difficoltà di controllo effettivo dell’identità e dei comportamenti degli utenti; 11) la crescente digitalizzazione del mercato dell’azzardo ha determinato una progressiva destrutturazione dei tradizionali meccanismi di controllo territoriale, aumentando i rischi di esposizione dei soggetti vulnerabili, dei minori e delle fasce socialmente più fragili; 12) il Disturbo da gioco d’azzardo (Dga), riconosciuto nei Lea come patologia dipendente, costituisce una delle principali emergenze sociosanitarie contemporanee, con conseguenze devastanti sul piano della salute mentale, delle relazioni familiari, della capacità lavorativa e della stabilità economica delle persone coinvolte; 13) numerose evidenze scientifiche, sanitarie, sociali e investigative confermano la stretta correlazione tra diffusione dell’azzardo, sovraindebitamento, impoverimento economico, marginalità sociale, usura, estorsioni e vulnerabilità rispetto alla criminalità organizzata; 14) la dipendenza da gioco rappresenta oggi uno dei principali fattori indiretti di fragilità economica delle famiglie, alimentando circuiti di indebitamento che frequentemente sfociano nel ricorso a prestiti usurari, in forme di assoggettamento economico e in situazioni di grave esclusione sociale; 15) la diffusione patologica dell’azzardo produce effetti sempre più rilevanti anche sul piano della sicurezza pubblica e dell’ordine sociale, determinando frequentemente appropriazioni indebite, furti, truffe, episodi di violenza domestica, danneggiamenti, atti autolesivi e altre condotte criminali poste in essere nel tentativo di reperire liquidità per continuare a giocare o per fronteggiare debiti accumulati; 16) numerose famiglie vengono progressivamente travolte da dinamiche di impoverimento economico, perdita del lavoro, isolamento sociale e dipendenza finanziaria da circuiti usurari, con particolare esposizione nei territori caratterizzati da fragilità economica e forte presenza della criminalità organizzata; 17) il sovraindebitamento determinato dal gioco d’azzardo produce effetti devastanti e di lungo periodo non solo sui soggetti direttamente coinvolti, ma sull’intero nucleo familiare, compromettendo gravemente la capacità delle famiglie di ricostruire condizioni di stabilità economica e sociale e incidendo negativamente sulle opportunità educative, formative e di crescita dei tigli, che risultano spesso privati di percorsi di istruzione, sostegno e mobilità sociale adeguati, con la conseguenza di alimentare nel tempo una società economicamente più fragile, socialmente più vulnerabile e culturalmente più debole; 18) le organizzazioni mafiose considerano il comparto del gioco uno dei settori strategici per il riciclaggio di capitali illeciti, per l’infiltrazione nell’economia legale e per il controllo sociale dei territori, sfruttando la crescente complessità tecnologica del settore, la frammentazione dei controlli e la dimensione transnazionale delle piattaforme digitali e dei sistemi di pagamento; 19) numerose risultanze investigative, giudiziarie e parlamentari, nonché i lavori della Commissione parlamentare antimafia della XVIII legislatura hanno evidenziato come le organizzazioni criminali operino stabilmente sia nel circuito del gioco illegale sia all’interno di segmenti della filiera del gioco legale, risultando pienamente in grado di « tenere insieme legale e illegale »; 20) il comparto dell’azzardo continua, pertanto, a rappresentare uno dei principali ambiti di rischio per fenomeni di riciclaggio, reimpiego di capitali illeciti, evasione fiscale, frodi telematiche e infiltrazioni mafiose; 21) nel corso dell’esame parlamentare della legge n. 111 del 2023 recante delega al Governo per la riforma fiscale con un emendamento del Movimento 5 Stelle è stata introdotta con l’articolo 15, comma 2, lettera d) la previsione dell’estensione, a tutti partner contrattuali (intendendosi per tali i soggetti produttori, distributori, installatori di apparecchiature e strumenti di qualsiasi natura, incaricati di manutenzione, raccolta e versamenti degli incassi – cosiddetto « trasporto valori ») dei concessionari, dei requisiti previsti dalla normativa antimafia; 22) la Relazione del Ministero dell’economia e delle finanze riconosce la necessità di rafforzare la tracciabilità dei flussi finanziari, le verifiche antimafia, i controlli sui concessionari e le attività di contrasto al gioco illegale, confermando l’elevato livello di rischio criminale che continua a caratterizzare il comparto; 23) nel corso del 2025 l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha effettuato verifiche antimafia tramite la Banca dati nazionale antimafia, controlli sui concessionari, verifiche sui requisiti soggettivi e sulla regolarità contributiva degli operatori del settore, nonché attività di supporto alle autorità giudiziarie e alle forze di polizia per il contrasto al gioco illegale; 24) la crescente complessità tecnologica del gioco online, l’utilizzo di piattaforme collocate in ordinamenti esteri e la velocità delle transazioni digitali rendono sempre più difficile la ricostruzione dei flussi finanziari e il tempestivo contrasto alle condotte illecite; 25) la legge delega n. 111 del 2023 ha previsto un riordino complessivo del settore fondato sul rafforzamento della tutela dei giocatori, sulla prevenzione del Disturbo da gioco d’azzardo e sul contrasto all’illegalità, ma la sua attuazione è rimasta finora parziale e limitata al solo comparto del gioco a distanza; 26) permane infatti non attuata la delega relativa al riordino della rete fisica del gioco, prorogata al 29 agosto 2026, mentre le ipotesi emerse nel dibattito preparatorio destano forti preoccupazioni sotto il profilo della tutela della salute pubblica e dell’autonomia degli enti territoriali; 27) in particolare, suscita preoccupazione la prospettata introduzione di sistemi di « certificazione » dei punti vendita che consentirebbero deroghe alle normative regionali e comunali in materia di distanze dai luoghi sensibili e limitazioni orarie, sostituendo il principio della distanza fisica con quello della cosiddetta « distanza giuridica », in contrasto con consolidati orientamenti scientifici e giurisprudenziali in materia di prevenzione; 28) ulteriori criticità derivano dalla prospettata compartecipazione di regioni ed enti locali al gettito derivante dal gioco d’azzardo, meccanismo che rischierebbe di generare un evidente conflitto di interessi incompatibile con le funzioni pubbliche di tutela della salute e della sicurezza sociale; 29) il quadro di tutela della salute pubblica è stato ulteriormente indebolito dalla soppressione dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e della dipendenza grave presso il Ministero della salute e dall’abrogazione dello specifico Fondo dedicato al Dga, con conseguente riduzione delle risorse destinate alla prevenzione, alla cura e alla presa in carico dei soggetti patologici; 30) permane inoltre una grave carenza di trasparenza e accessibilità dei dati relativi ai volumi di gioco, alla distribuzione territoriale della raccolta, alle perdite effettive dei giocatori e agli indicatori epidemiologici del Disturbo da gioco d’azzardo, nonostante quanto previsto dalla legge delega n. 111 del 2023; 31) la pubblicità diretta e indiretta del gioco d’azzardo, pur formalmente limitata dal decreto-legge n. 87 del 2018, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2018, n. 96, continua a manifestarsi attraverso forme elusive di promozione commerciale, sponsorizzazioni surrogate, influencer marketing e strategie comunicative aggressive che contribuiscono a normalizzare il gioco come forma ordinaria di intrattenimento e di successo economico, soprattutto nei confronti dei soggetti più giovani; 32) il fenomeno dell’azzardo coinvolge in misura crescente giovani, adolescenti e soggetti economicamente fragili, con particolare incidenza nei territori caratterizzati da maggiore deprivazione sociale e minori opportunità economiche; studi recenti evidenziano come oltre il 50 per cento degli adolescenti italiani tra i 15 e i 19 anni abbia avuto esperienze di gioco d’azzardo, in un contesto nel quale il confine tra gaming e gambling appare sempre più labile; 33) l’attuale modello economico del comparto presenta un’evidente asimmetria tra benefici fiscali e costi sociali, sanitari, economici e giudiziari sostenuti dalla collettività, che ricadono prevalentemente sui servizi sanitari, sugli enti locali, sulle famiglie e sul sistema giudiziario; 34) numerosi enti territoriali, associazioni, servizi per le dipendenze, realtà del terzo settore e organizzazioni impegnate nel contrasto all’usura e alle mafie hanno più volte evidenziato la necessità di una radicale inversione di paradigma che riporti la tutela della salute e della legalità al centro delle politiche pubbliche in materia di gioco; 35) l’attuale modello dell’azzardo di Stato mostra ormai una evidente contraddizione sistemica: mentre sul piano formale vengono richiamati i principi di tutela della salute, prevenzione delle dipendenze e contrasto alla criminalità, sul piano sostanziale continua a consolidarsi un sistema economico fondato sulla stabilizzazione delle concessioni, sull’espansione del mercato digitale e sulla crescente dipendenza delle entrate pubbliche dai consumi di azzardo; 36) risulta pertanto improcrastinabile una profonda revisione del modello di governance del settore del gioco pubblico, fondata sulla priorità della tutela della salute, della sicurezza economica delle famiglie, della prevenzione del Disturbo da gioco d’azzardo, del contrasto all’usura, alle estorsioni, al riciclaggio e alle infiltrazioni mafioso rispetto a qualsiasi logica esclusivamente fiscale o concessoria, impegno al Governo: 1) a dare piena attuazione alla delega per il riordino della rete fisica del gioco pubblico nel rigoroso rispetto dei principi di tutela della salute, prevenzione del Disturbo da gioco d’azzardo e contrasto alla criminalità organizzata previsti dalla legge n. 111 del 2023, escludendo qualsiasi intervento volto a neutralizzare o depotenziare le normative regionali e comunali in materia di distanze dai luoghi sensibili e limitazioni orarie; 2) a ridurre progressivamente la dipendenza strutturale del bilancio pubblico nazionale dalle entrate derivanti dal gioco d’azzardo, orientando le politiche fiscali verso modelli economici non fondati sull’espansione dei consumi di azzardo, anche adottando un piano nazionale pluriennale di riduzione progressiva dell’offerta complessiva di gioco d’azzardo, sia fisico che online, attraverso la diminuzione del numero dei punti vendita, degli apparecchi da intrattenimento e delle occasioni di gioco; 3) ad assumere iniziative normative per salvaguardare integralmente l’autonomia normativa e regolamentare di regioni ed enti locali nelle politiche di prevenzione e contenimento del gioco d’azzardo, riconoscendo la possibilità di misure territoriali maggiormente restrittive in ragione delle specificità epidemiologiche e sociali dei territori; 4) ad escludere qualsiasi forma di compartecipazione di regioni, province autonome e comuni al gettito derivante dal gioco d’azzardo, al fine di evitare conflitti di interessi incompatibili con le funzioni pubbliche di tutela della salute e della sicurezza sociale; 5) ad adottare iniziative urgenti volte al ripristino dell’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e della dipendenza grave presso il Ministero della salute, garantendone autonomia scientifica, multidisciplinarità, indipendenza dai concessionari e rigorose incompatibilità rispetto ai portatori di interessi economici del settore; 6) ad assumere iniziative normative per ricostituire e rifinanziare stabilmente un Fondo nazionale specificamente dedicato alla prevenzione, cura, riabilitazione e reinserimento sociale delle persone affette da Disturbo da gioco d’azzardo, assicurando adeguate risorse ai servizi territoriali, ai Dipartimenti delle dipendenze e ai programmi di presa in carico integrata; 7) ad adottare iniziative volte a definire, d’intesa con la Conferenza Unificata, un quadro normativo nazionale che stabilisca limiti minimi inderogabili relativi alle distanze dai luoghi sensibili, agli orari di esercizio e alla densità territoriale dei punti gioco, preservando espressamente la facoltà di regioni e comuni di introdurre misure più restrittive; 8) ad adottare iniziative normative a tutela dei giocatori, prevedendo sistemi di tracciabilità integrale dei flussi di gioco, limiti di spesa individuali, meccanismi automatici di allerta per comportamenti compulsivi e il rafforzamento dei registri di autoesclusione; 9) ad adottare iniziative anche normative volte a rafforzare il contrasto al gioco minorile attraverso sistemi di identificazione certa dell’utente, controlli automatizzati, sanzioni effettive e campagne permanenti di prevenzione rivolte al mondo scolastico, universitario e sportivo; 10) ad adottare iniziative volte a prevenire gli effetti sociali e culturali derivanti dal sovraindebitamento causato dal gioco d’azzardo, attraverso misure di sostegno alle famiglie vulnerabili, programmi di educazione finanziaria e interventi finalizzati a garantire il diritto allo studio, alla formazione e alle opportunità educative dei minori appartenenti a nuclei familiari colpiti dal Disturbo da gioco d’azzardo, al fine di contrastare processi di impoverimento sociale, marginalizzazione culturale e indebolimento del tessuto democratico e civile del Paese; 11) a promuovere programmi nazionali di prevenzione del sovraindebitamento, dell’usura e dell’esclusione finanziaria collegati al Disturbo da gioco d’azzardo, valorizzando il ruolo delle associazioni antiracket e antiusura e degli sportelli territoriali di assistenza: 12) ad assumere iniziative normative per rafforzare, in ottemperanza a quanto previsto dal citato articolo 15, comma 2, lettera d) della legge n. 111 del 2023 recante delega al Governo per la riforma fiscale, il sistema di prevenzione antimafia nel settore del gioco, estendendo i requisiti e i controlli previsti dalla normativa antimafia a tutti i soggetti della filiera, compresi gestori, intermediari tecnologici, piattaforme digitali e soggetti collegati; 13) ad adottare iniziative normative volte ad inasprire il sistema sanzionatorio relativo ai reati connessi al gioco illegale, al riciclaggio e alle infiltrazioni mafiose nel settore, anche al fine di consentire un più efficace utilizzo degli strumenti investigativi e patrimoniali previsti dalla normativa vigente; 14) ad adottare iniziative normative, per quanto di competenza, volte a potenziare il coordinamento tra Autorità giudiziaria, Direzione investigativa antimafia, Guardia di finanza, Agenzia delle dogane e dei monopoli, Unità di informazione finanziaria, forze di polizia e autorità sanitarie territoriali per il monitoraggio integrato dei fenomeni criminali e patologici collegati al gioco; 15) a istituire sistemi di monitoraggio specifici sui fenomeni di usura, estorsione, reati predatori e violenza correlati al Disturbo da gioco d’azzardo, anche al fine di sviluppare adeguate strategie preventive e di supporto sociale; 16) a dare piena attuazione al principio di trasparenza previsto dall’articolo 15 della legge n. 111 del 2023, garantendo la pubblicazione periodica dei dati relativi ai volumi di gioco, alle perdite nette, alla distribuzione territoriale della raccolta e agli indicatori epidemiologici del Dga; 17) ad adottare iniziative normative volte a rafforzare il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo, contrastando le forme elusive di promozione indiretta, il marketing digitale e ogni forma di comunicazione commerciale idonea a incentivare o normalizzare il gioco; 18) a promuovere campagne nazionali permanenti di informazione e sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo, del sovraindebitamento, dell’usura e delle infiltrazioni criminali collegate al comparto; 19) ad adottare specifiche misure di prevenzione e sostegno rivolte alle famiglie colpite dal Disturbo da gioco d’azzardo, anche attraverso strumenti di assistenza economica, tutela abitativa, supporto psicologico e percorsi di reinserimento lavorativo; 20) ad avviare un percorso finalizzato all’approvazione di una legge quadro organica sull’intero settore del gioco d’azzardo, fondata sui principi di precauzione, tutela della salute, legalità, responsabilità sociale, trasparenza e riduzione progressiva dell’offerta.

(1-00577) – Francesco Silvestri, Quartini, Di Lauro, Marianna Ricciardi, Sportiello, Alifano, Gubitosa, Raffa, Amato (M5S)

La Camera, premesso che: 1) la Relazione sul settore dei giochi pubblici presentata al Parlamento dal Ministro dell’economia e delle finanze nell’aprile 2026, riferita ai dati consolidati dell’anno 2025, certifica una raccolta complessiva record di volume delle giocate di 164,6 miliardi di euro, con un incremento del 4,55 per cento rispetto all’anno precedente; 2) tale crescita è trainata in modo preponderante dal canale del gioco a distanza (online), mentre la rete fisica degli apparecchi da intrattenimento (Awp e Vlt) continua a registrare una flessione strutturale, con una raccolta che nel 2025 si è attestata a 31,45 miliardi di euro, confermando un trend negativo iniziato nel 2022: 3) le entrate erariali complessive sono rimaste sostanzialmente stabili intorno agli 11,4 miliardi di euro, di cui oltre 5 miliardi (circa il 44 per cento del gettito totale) derivanti dal solo comparto degli apparecchi fisici (3,59 miliardi dalle Awp e 1,42 miliardi dalle Vlt), a conferma di un progressivo spostamento della domanda verso i canali digitali; 4) la legge 9 agosto 2023, n. 111 (delega al Governo per la riforma fiscale), all’articolo 15, ha conferito al Governo una delega per il riordino organico della disciplina dei giochi pubblici, individuando tra gli obiettivi prioritari la tutela della salute, la prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, il contrasto all’illegalità e la salvaguardia delle entrate erariali, ma tale delega – pur prorogata al 29 agosto 2026 dalla legge n. 120 del 2025 – è stata finora attuata solo parzialmente per il gioco a distanza (decreto legislativo 41 del 2024), lasciando irrisolto il nodo della rete fisica; 5) la Corte dei conti, nell’ambito dell’esame parlamentare della legge di bilancio per il 2025, ha evidenziato come la persistente mancata intesa tra Stato, Regioni ed enti locali sulla disciplina della distribuzione e raccolta del gioco pubblico continui a rappresentare un elemento di criticità per la definizione di un quadro regolatorio stabile e per il raggiungimento di un corretto equilibrio tra esigenze erariali, tutela della salute e contrasto all’illegalità; 6) anche per effetto del mancato completamento del riordino della rete fisica, le principali concessioni relative ad Awp, Vlt, scommesse e Bingo operano attualmente in regime di proroga onerosa fino al 31 dicembre 2026, ai sensi dell’articolo 1, comma 96, della legge 30 dicembre 2024, n. 207; 7) i dati più recenti sul territorio nazionale indicano che circa 18 milioni di cittadini italiani sono coinvolti, a vario livello, nel gioco d’azzardo. Di questi, circa 1,5 milioni di soggetti presentano un profilo di gioco « problematico », caratterizzato da gravi difficoltà nella gestione del tempo e della spesa, nonché da profonde alterazioni dei comportamenti sociali e familiari; la World health organization riconosce il « gambling disorder » come una patologia e lo inserisce nell’ICD-11 tra i disturbi da dipendenza comportamentale; 8) la legge 30 dicembre 2024, n. 207 (Legge di Bilancio 2025), ha soppresso l’Osservatorio per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave (istituito nel 2012) e abrogato il Fondo per il gioco d’azzardo patologico (Gap), che prevedeva una dotazione di 50 milioni di euro annui destinati esclusivamente a prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo (Dga). Al suo posto, è stato istituito un Fondo unico per le dipendenze patologiche con una dotazione complessiva di 94 milioni di euro, di cui solo il 34,25 per cento (circa 32,2 milioni di euro) è riservato al gioco d’azzardo; 9) la crescente convergenza tra il mondo dei videogiochi (gaming) e quello dell’azzardo (gambling), in particolare attraverso meccanismi quali le « loot boxes » (scatole a premio), sta esponendo i minori a dinamiche psicologiche tipiche dell’azzardo, quali l’illusione della « quasi vincita » e il desiderio compulsivo, alimentando una zona grigia regolatoria che richiede interventi urgenti di tutela; 10) l’innovazione tecnologica, con particolare riferimento all’intelligenza artificiale (Ai) e ai digital biomarkers (come la frequenza cardiaca e il tracciamento oculare), può contribuire a individuare precocemente comportamenti compatibili con il disturbo da gioco d’azzardo attraverso l’identificazione di indicatori quali l’aumento improvviso delle somme giocate, la frequenza delle sessioni, le perdite ripetute, il ricorso a molteplici conti di gioco o l’intensificazione dell’attività nelle ore notturne. Tali strumenti possono rafforzare le strategie di prevenzione, autoesclusione, informazione e protezione dei giocatori, favorendo interventi tempestivi a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili, nel pieno rispetto della normativa europea e nazionale in materia di protezione dei dati personali; 11) la presenza di un’offerta illegale, anche online, e l’interesse strutturale delle organizzazioni criminali per il settore impongono di evitare che regolazioni frammentate o esclusivamente espulsive finiscano per spostare parte della domanda verso circuiti non autorizzati. Secondo il dossier Azzardomafie 2025 di Libera, elaborato sulla base delle relazioni della Direzione nazionale antimafia e della Direzione investigativa antimafia, nel periodo 2010-2024 sono stati censiti 147 clan coinvolti nel settore del gioco, tra attività lecite e illecite, con interessamento di 25 Procure antimafia e 16 regioni; 12) occorre pertanto rafforzare il modello concessorio pubblico, la tracciabilità integrale dei flussi finanziari, i controlli antimafia e l’azione di contrasto al gioco illegale, evitando che l’assenza di una disciplina nazionale uniforme o misure locali eccessivamente disomogenee producano l’effetto paradossale di indebolire la rete legale e favorire operatori abusivi o circuiti criminali, impegna il Governo: 1) ad adottare, entro il termine di scadenza della delega fiscale (29 agosto 2026), i decreti legislativi necessari al riordino organico della rete fisica di raccolta del gioco, superando l’attuale regime di proroghe e garantendo la certezza del quadro regolatorio per le nuove procedure di gara; 2) ad adottare iniziative normative per ripristinare e potenziare un Fondo dedicato al contrasto del gioco d’azzardo patologico (Dga), con una dotazione finanziaria adeguata e vincolata esclusivamente a programmi di prevenzione, cura e riabilitazione; 3) a ristabilire un Osservatorio nazionale specifico con competenze e risorse autonome per il monitoraggio e la valutazione delle politiche di contrasto alla ludopatia; 4) ad adottare iniziative, anche normative, volte ad innalzare i presidi di legalità nel settore dei giochi pubblici, rafforzando i controlli antimafia e la tracciabilità dei flussi finanziari lungo l’intera filiera del gioco, anche attraverso l’impiego delle più avanzate tecnologie digitali disponibili, al fine di prevenire fenomeni di riciclaggio e infiltrazione criminale; 5) ad adottare iniziative legislative volte a regolamentare i meccanismi di loot boxes nei videogiochi, equiparandoli di fatto all’offerta di gioco d’azzardo qualora presentino caratteristiche di aleatorietà e monetizzazione, al fine di interdire l’accesso ai minori e garantire la trasparenza delle probabilità di vincita; 6) ad incentivare la diffusione di programmi di formazione rivolti agli operatori della rete legale del gioco, finalizzati al riconoscimento precoce dei comportamenti a rischio, alla corretta informazione dei giocatori e alla promozione del gioco responsabile.

(1-00578) – Giachetti, Gadda, Faraone, Del Barba, Bonifazi, Madia (IV)

Redazione Jamma
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