HomeAttualitàBGC: con l’avvicinarsi dei Mondiali cresce la pubblicità del gioco illegale

BGC: con l’avvicinarsi dei Mondiali cresce la pubblicità del gioco illegale

A pochi giorni dall’inizio dei Mondiali di calcio 2026, il Betting and Gaming Council (BGC), l’associazione che rappresenta il settore del gioco regolamentato nel Regno Unito, lancia un allarme sull’espansione del mercato illegale delle scommesse e sulla crescente presenza pubblicitaria degli operatori non autorizzati.

In un intervento pubblicato da PoliticsHome, l’amministratrice delegata del BGC, Grainne Hurst, sottolinea come i grandi eventi sportivi internazionali rappresentino tradizionalmente un’occasione di crescita per gli operatori illegali, ma avverte che l’attuale scenario presenta rischi particolarmente elevati per il mercato britannico.

Quasi metà della pubblicità arriva da operatori non regolamentati

Secondo un’analisi indipendente realizzata dalla società internazionale di intelligence di mercato WARC, gli operatori non regolamentati rappresentano ormai quasi il 50% della spesa pubblicitaria complessiva legata al gioco nel Regno Unito. La stessa ricerca prevede che questa quota possa diventare maggioritaria entro i prossimi due anni.

Solo pochi anni fa, gli operatori autorizzati rappresentavano oltre l’80% degli investimenti pubblicitari del settore. Oggi la loro quota si è ridotta a poco più della metà e potrebbe scendere sotto il 50% entro il 2028.

Scommesse illegali verso quota 33 miliardi di sterline

Un ulteriore elemento di preoccupazione emerge dalle stime elaborate da H2 Gambling Capital (H2GC), secondo cui il volume delle giocate effettuate presso operatori illegali nel Regno Unito potrebbe quasi raddoppiare, passando dai 17 miliardi di sterline previsti per quest’anno a oltre 33 miliardi nel 2028.

Se questa tendenza dovesse confermarsi, quasi una sterlina su cinque scommessa online transiterebbe attraverso il mercato nero del gioco.

Pubblicità aggressiva e controlli assenti

Secondo il BGC, gli operatori illegali stanno adottando strategie di marketing sempre più sofisticate. Molti siti promuovono scommesse senza verifica dell’identità, gioco anonimo e utilizzo di criptovalute, spesso ricorrendo a marchi che imitano quelli degli operatori autorizzati per apparire legittimi agli occhi dei consumatori.

Il rischio riguarda soprattutto i giovani utenti, maggiormente esposti alla pubblicità attraverso i canali digitali rispetto ai mezzi di comunicazione tradizionali.

Il confronto con il mercato regolamentato

L’associazione evidenzia come gli operatori autorizzati nel Regno Unito siano soggetti a rigorosi obblighi normativi, tra cui verifiche dell’età, controlli antiriciclaggio e interventi di tutela del giocatore. Le società regolamentate contribuiscono inoltre al finanziamento dello sport britannico e al nuovo prelievo obbligatorio destinato alla ricerca, prevenzione e cura dei problemi legati al gioco, che genera oltre 100 milioni di sterline all’anno.

Gli operatori illegali, al contrario, non effettuano controlli significativi, non contribuiscono al finanziamento dei servizi di assistenza e non applicano misure di protezione nei confronti di minori, soggetti autoesclusi o persone vulnerabili.

Il nodo delle restrizioni pubblicitarie

Il BGC richiama infine l’attenzione sugli effetti delle crescenti restrizioni imposte agli operatori autorizzati. Dalla prossima stagione, ad esempio, scompariranno le sponsorizzazioni delle società di scommesse dalla parte frontale delle maglie della Premier League.

Secondo Hurst, la domanda di scommesse non viene eliminata dalla riduzione della pubblicità regolamentata, ma rischia semplicemente di spostarsi verso canali meno controllati. Se gli operatori autorizzati diventano meno visibili mentre quelli illegali continuano ad aumentare la propria presenza online, i consumatori potrebbero avere maggiori difficoltà a distinguere tra offerte legali e illegali.

Per il BGC, la priorità deve essere mantenere i giocatori all’interno del mercato regolamentato, dove esistono controlli, tutele e standard di sicurezza, evitando che i Mondiali diventino un’opportunità di crescita per il gioco d’azzardo illegale.

Redazione Jamma
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