Il TAR Lazio ha accolto i ricorsi contro la proroga tecnica onerosa delle concessioni bingo introdotta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in attuazione della legge di bilancio 2025. Le sentenze, pubblicate il 27 maggio 2026, dichiarano illegittimo il regime previsto fino al 31 dicembre 2026 perché ritenuto in contrasto con il diritto dell’Unione Europea.
Al centro della controversia vi è la nota ADM del 10 gennaio 2025 che disciplinava la proroga delle concessioni bingo imponendo ai concessionari il pagamento di 108mila euro annui per ciascuna concessione, suddivisi in quattro rate da 54mila euro da versare entro il 31 gennaio e il 30 giugno di ogni anno. Secondo i ricorrenti, il meccanismo risultava incompatibile con la normativa europea sulle concessioni pubbliche.
Il Tribunale amministrativo ha richiamato la sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 20 marzo 2025, relativa alle cause riunite da C-728/22 a C-730/22, evidenziando come la proroga prevista dalla legge italiana non rientri tra le ipotesi consentite dall’articolo 43 della direttiva europea 2014/23/UE. Secondo i giudici sarebbe stato necessario avviare una nuova procedura selettiva invece di estendere automaticamente le concessioni esistenti.
Il TAR ha quindi disposto l’annullamento della nota ADM, precisando però che il rapporto concessorio non può restare privo di regolamentazione. I concessionari restano infatti tenuti a corrispondere un’indennità allo Stato per l’esercizio dell’attività bingo nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2026.
Secondo quanto stabilito dai giudici, tale indennità non potrà essere determinata in modo fisso e uniforme, ma dovrà tenere conto dei fatturati effettivi dei concessionari, dei vantaggi ottenuti grazie alla proroga e degli eventuali sacrifici sostenuti dagli operatori economici. Sarà quindi l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a dover ridefinire il criterio di calcolo attraverso nuovi provvedimenti discrezionali, nel rispetto dei principi indicati dalla Corte di Giustizia UE.
Le decisioni del TAR rappresentano un passaggio significativo nel contenzioso sulle proroghe delle concessioni bingo in Italia e potrebbero avere effetti rilevanti sull’intero comparto, aprendo la strada a una revisione del sistema concessorio e delle modalità di determinazione dei canoni richiesti agli operatori.







