Alla Cgil, durante la presentazione della IV edizione del “Libro nero sull’azzardo” promosso da CGIL, Federconsumatori e ISSCON, il deputato del Partito Democratico Stefano Vaccari ha lanciato un duro attacco contro l’attuale gestione del riordino del settore giochi, avvertendo del rischio di “un’altra occasione persa” nella lotta agli effetti sociali dell’azzardo.
Nel suo intervento Vaccari ha richiamato anche il tema dei tempi del riordino del gioco fisico, facendo riferimento all’ipotesi di una scadenza fissata al 29 agosto 2026. “I tempi cominciano a stringerci per riuscire ad avere e a chiudere questo percorso”, ha osservato, sostenendo che il confronto avrebbe dovuto essere affrontato “complessivamente”, tenendo insieme gioco online e gioco fisico.
“Serviva una filosofia diversa – ha detto – che non mettesse al centro l’invarianza del gettito ma mettesse al centro le persone e l’impatto che questa attività economica ha sulla vita di milioni di persone nel nostro Paese”.
Vaccari ha poi rivendicato il lavoro svolto nella precedente legislatura sul tema della trasparenza dei dati relativi all’azzardo, ricordando un emendamento inserito nella delega fiscale: “La legge prevedeva che soggetti del terzo settore e comuni potessero avere accesso ai dati sull’attività del gioco d’azzardo nei territori. Quella previsione è stata disinnescata da una circolare del direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli del 13 maggio 2025”.
Secondo il deputato dem, la circolare avrebbe impedito alle sedi territoriali dell’Adm di fornire informazioni “per problemi di privacy”, nonostante “una previsione di legge che invece obbligava a mettere quei dati a disposizione”. “Lo possono fare in tempo reale senza grandi elaborazioni”, ha insistito.
Nel suo intervento Vaccari ha contestato anche l’impostazione complessiva della riforma del settore, accusando la politica di non aver ridotto l’offerta di gioco: “Avevamo ragione quando dicevamo che il tema di una qualsivoglia riforma dell’azzardo riguardava la quantità di offerta che andava ridotta e regolata diversamente”.
Ha ricordato la riforma elaborata nella XVII legislatura dall’allora sottosegretario Pier Paolo Baretta, “arrivata a un centimetro dall’approvazione”, e la proposta di legge depositata all’inizio dell’attuale legislatura, entrambe basate “su una riduzione complessiva dell’offerta e non su un ampliamento come è stato fatto fino a oggi”.
“Questo è uno di quei temi sui quali la politica si deve assumere la responsabilità del proprio fallimento”, ha affermato.

Vaccari ha denunciato inoltre il progressivo smantellamento degli strumenti di prevenzione e contrasto alla ludopatia: “Sono state praticamente demolite tutte le difese”, dai progetti territoriali con comuni e regioni alle attività di prevenzione, informazione e sostegno ai servizi contro la dipendenza da gioco.
Duro anche il passaggio sul divieto di pubblicità dell’azzardo: “È stato eluso con il punto it o altre amenità di questo tipo”, ha detto, citando il caso della piattaforma Polymarket. “Non è una piattaforma di scommesse regolata nel nostro Paese, ma un acquisto di probabilità quotate relativo a un evento. Spesso avviene con bitcoin, non è controllabile, non è trasparente”.
Vaccari ha criticato anche la sponsorizzazione della SS Lazio da parte di Polymarket: “Ha dato 60 milioni di euro alla Lazio, una cifra improbabile che non vale neanche il valore della società”.
Nel finale, il parlamentare ha richiamato il tema delle infiltrazioni criminali e della tutela dei minori: “Le organizzazioni criminali, in pari modo la ’ndrangheta, continueranno a sguazzarci dentro spesso impunemente”, ha detto, ricordando il lavoro svolto nella XVII legislatura sul rapporto tra gioco e mafie. “Con l’uso di questi aggeggi mettiamo a rischio, moltiplicando le offerte di gioco spesso illegali, soprattutto la salute dei minori, che è la cosa più preoccupante”.
Da qui l’appello conclusivo: “Serve continuare un’azione politica e una battaglia culturale non contro qualcuno, ma per costruire l’idea di uno Stato che affronti questioni come queste senza mettere davanti sempre e solo l’invarianza del gettito, ma invece l’interesse e il futuro di milioni di persone”.







