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Stati Generali ADM, Presilla (Sportradar): “AI e nuove tecnologie contro il match fixing”

Il contrasto al match fixing passa oggi attraverso l’intelligenza artificiale, la cooperazione internazionale e l’analisi avanzata dei dati. È questo il messaggio lanciato dall’Avv. Marcello Presilla, Responsabile di Sportradar per l’Italia, intervenuto alla Terza Edizione degli Stati Generali organizzata a Roma presso la Sala Angiolillo di Palazzo Wedekind.

Nel corso del suo intervento, Presilla ha innanzitutto ringraziato i vertici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per l’invito, citando in particolare il consigliere Alessia e il dottor Lollobrigida, sottolineando l’importanza del confronto istituzionale su un fenomeno “complesso e in continua evoluzione”.

Il responsabile di Sportradar ha ricordato come l’Italia sia stata tra i primi Paesi a dotarsi di una normativa specifica contro la frode sportiva già nel 1989, sulla scia dei grandi scandali calcistici tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Uno scenario però profondamente cambiato rispetto al passato.

“Oggi il match fixing è completamente diverso rispetto a quello che conoscevamo venti o trent’anni fa”, ha spiegato Presilla, evidenziando come la rapidità degli spostamenti di denaro tra diverse giurisdizioni e l’utilizzo dei social media abbiano modificato radicalmente le modalità operative delle organizzazioni criminali. “In passato era necessario incontrare fisicamente atleti o direttori di gara. Oggi basta uno smartphone”.

Al centro dell’intervento il ruolo dell’intelligenza artificiale applicata al monitoraggio delle scommesse sportive. Presilla ha illustrato l’evoluzione dei sistemi di detection sviluppati da Sportradar, nati circa vent’anni fa dopo lo scandalo che colpì la Bundesliga alla vigilia dei Mondiali di Germania.

Dall’analisi delle oscillazioni delle quote si è passati a sistemi molto più sofisticati, capaci di elaborare miliardi di dati giornalieri attraverso modelli di IA addestrati sui comportamenti legati al match fixing degli ultimi quindici-vent’anni.

“L’intelligenza artificiale consente di individuare più velocemente schemi illeciti e ridurre i falsi positivi”, ha spiegato Presilla, chiarendo però che la componente umana resta decisiva: “La macchina è al servizio dell’uomo. Gli esperti di integrity valutano gli output del sistema e decidono se un match debba essere segnalato”.

Particolarmente importante anche il tema della collaborazione tra pubblico e privato. Presilla ha ricordato il protocollo d’intesa siglato tra Sportradar e ADM per lo scambio di informazioni, definendo fondamentale “l’unione delle forze e delle fonti informative” nella lotta alle frodi sportive.

Infine, il focus sull’approccio basato sul rischio. Non tutte le partite presentano infatti lo stesso livello di vulnerabilità: “Le gare di qualificazione hanno un rischio maggiore rispetto alle finali. Ma il rischio zero non esiste”, ha concluso Presilla, richiamando la necessità di evitare sistemi “intossicati” da segnalazioni eccessive e di concentrare l’attenzione sulle ipotesi realmente sospette.

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