La Corte d’Appello di Roma, con Sentenza resa all’udienza del 16 aprile 2026, in accoglimento delle argomentazioni svolte dall’avv.Marco Ripamonti, difensore dell’imputato, titolare di un CED collegato a bookmaker maltese, ha riformato la Sentenza di condanna del primo grado, emessa dal Tribunale di Roma, mandando assolto l’imputato con formula “il fatto non sussiste”.
I fatti risalgono al 2016, quando l’imputato gestiva un’agenzia di scommesse collaborando con un bookmaker maltese, che costituitosi a cavallo tra la sanatoria del 2015 e quella del 2016, aveva interloquito con ADM chiedendo di venire ammesso a quest’ultima procedura di regolarizzazione. ADM, però, aveva negato tale accesso in quanto l’allibratore era dotato di un numero di agenzie inferiore alle cinquanta unità che, ad avviso di ADM, avrebbe reso disagevole il collegamento al totalizzatore nazionale.
La difesa ha sostenuto le ragioni del proprio assistito rilevando, in primo luogo, la carenza del reato, in quanto l’agenzia, pur raccogliendo scommesse nell’interesse del bookmaker maltese, tuttavia non svolgeva attività tipica di intermediazione, con pagamento di vincite ai clienti. A sostegno di tale argomento la difesa ha prodotto diverse Sentenze recenti rese proprio dal Tribunale della Capitale rilevando come, nel corso del tempo, l’orientamento giurisprudenziale fosse mutato “aprendo” alla liceità dell’attività trasfrontaliera, svolta nella pratica alla stessa stregua dell’attività tipica dei punti di ricarica nel gioco a distanza regolamentato.
Tra gli argomenti difensivi anche il profilo discriminatorio, dovuto al diniego alla richiesta di licenza di pubblica sicurezza reso dalla Questura e basato sulla carenza del titolo concessorio, nonchè sul diniego di ADM di consentire la regolarizzazione dei centri facenti parte della rete del bookmaker, fondato non su esigenze di ordine pubblico, ma dovuto a problematiche logistiche, quindi – ad avviso della difesa – di stampo discriminatorio e contrario ai principi di libero stabilimento e libera prestazione dei servizi in ambito europeo.
La Corte d’Appello, all’esito dell’articolata discussione dell’avv.Marco Ripamonti, coadiuvato nella gestione della difesa dall’avv.Riccardo Ripamonti, ha riformato la Sentenza di condanna ed ha assolto l’imputato escludendo ogni ipotesi delittuosa, riservando la motivazione – ormai prossima – in quaranta giorni.







