Alla Spezia torna al centro del dibattito politico il tema del gioco d’azzardo patologico. A intervenire è l’assessore ai Servizi sociali Lorenzo Brogi, che replica alle richieste avanzate dai consiglieri comunali Roberto Centi e Giorgia Lombardi del gruppo LeAli a Spezia/Alleanza Verdi e Sinistra e Viviana Cattani del Partito democratico, i quali avevano sollecitato la convocazione urgente di una commissione consiliare e una mappatura aggiornata della situazione sul territorio.
Nella sua nota, Brogi respinge le accuse di immobilismo rivolte all’amministrazione comunale e rivendica il lavoro svolto negli ultimi anni sul fronte del contrasto alla ludopatia. “Sul tema del gioco d’azzardo noi abbiamo fatto ciò che per decenni nessuno aveva mai fatto”, afferma l’assessore, puntando il dito contro “l’inerzia del centrosinistra che ha governato questa città per quasi cinquant’anni”.
Brogi ricorda come l’attuale amministrazione abbia introdotto il divieto di utilizzare immobili comunali, compresi circoli e strutture affidate in concessione, per l’installazione di slot machine e per attività collegate al gioco d’azzardo. “Una previsione che in questo Comune non era mai esistita prima”, sottolinea.
L’assessore contesta inoltre la narrazione di un Comune poco presente sul tema delle dipendenze patologiche. “Su certi temi stanca leggere ricostruzioni dalle quali sembra emergere l’idea di un’amministrazione carente o assente, quando invece esiste da anni un lavoro concreto, spesso lontano dai riflettori, portato avanti insieme ai servizi, agli operatori e alle realtà territoriali”, dichiara. Secondo Brogi, questioni delicate come la ludopatia “devono essere affrontate con serietà e concretezza, non con slogan”, ribadendo che da parte dell’amministrazione “non c’è mai stata alcuna sottovalutazione”.
Nel dettaglio, l’assessore richiama il quadro normativo attualmente applicato dal Comune della Spezia, che si basa sulla legge regionale ligure n. 17 del 30 aprile 2012 e successive modifiche, normativa che introduce limiti di distanza dai luoghi sensibili, restrizioni territoriali e strumenti di prevenzione socio-sanitaria. A questo si aggiunge il regolamento comunale per la concessione e la locazione degli immobili pubblici, approvato nel 2018, che all’articolo 12 vieta espressamente lo svolgimento nei locali comunali di attività legate al gioco d’azzardo o alle scommesse, comprese slot machine e videopoker. In caso di violazione, è prevista la revoca immediata della concessione o la risoluzione del contratto.
“Quindi non solo parole: negli immobili comunali queste attività sono escluse da regolamento”, evidenzia Brogi.
L’assessore richiama poi il lavoro svolto in collaborazione con Asl 5, il Dipartimento dipendenze, il SER.D., i servizi sociali e le realtà del terzo settore, tra cui il Consorzio Cometa, impegnati in attività di prevenzione, ascolto e presa in carico delle persone affette da dipendenze patologiche e delle loro famiglie. “Asl 5 opera attraverso équipe multidisciplinari e percorsi specifici dedicati anche alla ludopatia”, ricorda Brogi, aggiungendo che l’azienda sanitaria sarebbe disponibile ad approfondire il tema nelle sedi istituzionali competenti, trattandosi di una materia principalmente sanitaria e sociosanitaria.
Da parte del Comune, conclude l’assessore, resta la disponibilità al confronto e alla collaborazione, “senza però invadere le competenze specifiche di chi ha la competenza diretta sulla materia”. Infine, una stoccata politica all’opposizione: “Capisco il clima politico e il periodo pre-elettorale, ma su questioni così delicate servono equilibrio, serietà e rispetto del lavoro svolto quotidianamente sul territorio”.







