La principale fragilità del sistema italiano nel contrasto al gioco illegale? Per Ettore Rosato, componente della IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, è prima di tutto culturale e politica. “Bisogna uscire da una sorta di ipocrisia”, ha spiegato intervenendo all’evento “Misurare l’invisibile – Il mercato del gioco non regolato in Italia”, promosso da Fortune Italia e powered by Novomatic Italia, oggi a Roma. “Ancora oggi una parte della politica fa fatica a distinguere tra gioco legale e gioco illegale”.
Nel suo intervento, Rosato ha affrontato i temi della sicurezza economica, della regolazione del mercato e dell’innovazione tecnologica, mettendo in evidenza come il settore del gaming stia vivendo una trasformazione radicale, sempre più orientata verso il digitale e il gioco online. Un cambiamento che rende il contrasto all’illegalità molto più complesso rispetto al passato.
“Non stiamo parlando del contrabbando di sigarette che si combatteva andando per strada”, ha osservato. “Il gioco illegale online è qualcosa di molto più sofisticato. Ci sarà sempre più uno spostamento dal gioco fisico al gioco digitale e chi opera nell’illegalità sarà sempre più bravo a sfruttare queste opportunità”.
Secondo Rosato, il gioco illegale continua ad avere margini economici enormi proprio perché opera fuori da ogni regola fiscale e normativa. “Nel gioco illegale non ci sono tasse e quindi i margini di guadagno sono straordinariamente elevati”, ha spiegato, sottolineando come le organizzazioni criminali riescano a sfruttare la rete e le nuove tecnologie con estrema rapidità. Anche quando le piattaforme illegali vengono oscurate, ne nascono immediatamente altre: “Possono aprirne dieci o cento al giorno”.
Per il deputato, l’attività investigativa e repressiva resta fondamentale, ma da sola non basta. Occorre anche una riflessione politica più ampia sul modo in cui il gioco viene affrontato nel dibattito pubblico e normativo. Rosato ha criticato apertamente alcune scelte restrittive adottate negli ultimi anni, a partire dal divieto di pubblicità del gioco legale online.
“Quando vieti la pubblicità del gioco legale”, ha spiegato, “finisci per mettere sullo stesso piano piattaforme autorizzate e piattaforme illegali. Oggi sulle piattaforme digitali i due mondi sono spesso indistinguibili per il consumatore”.
Rosato ha insistito sulla necessità di “normalizzare” il tema del gioco legale nella discussione politica, riconoscendo che si tratta di un settore regolamentato dallo Stato, che genera occupazione e garantisce importanti entrate fiscali. “Il gioco legale porta circa 11 miliardi di euro alle casse dello Stato”, ha ricordato. “Quando qualcuno dice ‘chiudiamo il gioco’, deve anche spiegare come coprire quel buco di bilancio. Altrimenti si rischia soltanto di trasferire quei guadagni al mercato illegale”.
Il parlamentare ha poi affrontato anche il tema della regolamentazione territoriale del gioco fisico, criticando la frammentazione normativa creata dai regolamenti comunali. Secondo Rosato, chi ottiene una concessione nazionale dovrebbe poter operare con regole omogenee su tutto il territorio italiano, senza dover affrontare limiti differenti da Comune a Comune.
“Oggi ci troviamo davanti a situazioni paradossali”, ha dichiarato. “In un Comune ci sono restrizioni sugli orari, in un altro no. In alcuni casi vengono introdotti limiti che finiscono quasi nel folkloristico. Uno Stato non dovrebbe consentire questa frammentazione”.
Nel suo intervento Rosato ha voluto anche distinguere con nettezza due questioni spesso sovrapposte nel dibattito pubblico: il contrasto al gioco illegale e la lotta alla ludopatia. “Sono due problemi diversi”, ha detto. “Combattere il gioco illegale significa contrastare evasione fiscale, criminalità organizzata e rischi per i consumatori. La ludopatia è un altro tema, che va affrontato con strumenti specifici”.
Secondo il deputato, proprio una regolamentazione chiara e coerente può aiutare anche sul fronte della prevenzione. Informare correttamente i cittadini sui rischi del gioco illegale significa infatti spiegare che dietro piattaforme non autorizzate non ci sono solo problemi fiscali, ma anche rischi concreti per gli utenti, compreso l’utilizzo improprio dei dati finanziari e delle carte di credito.
“Quando consegni i dati della tua carta di credito a un circuito illegale”, ha avvertito Rosato, “stai entrando in un sistema che non offre alcuna garanzia”.
Da qui l’invito finale a superare approcci ideologici e divieti disomogenei, costruendo invece una strategia più razionale e uniforme. “Lo Stato deve avere la schiena dritta”, ha concluso. “Deve riconoscere che il gioco esiste, regolamentarlo in maniera seria e usare questa chiarezza per combattere davvero il gioco illegale e la criminalità che lo alimenta”Serve una regolamentazione più chiara, meno frammentata e capace di stare al passo con l’innovazione tecnologica. È questo il messaggio lanciato da Ettore Rosato. Rosato è tornato sul tema della regolazione del settore, sottolineando come l’eccesso di norme e la stratificazione burocratica rischino spesso di creare ulteriori difficoltà operative, senza produrre reali benefici nel contrasto all’illegalità.
“Bisogna regolamentare molte cose”, ha spiegato il deputato, “ma nell’eccesso di regolamentazione spesso si costruiscono complicazioni per la pubblica amministrazione”.
Rosato ha richiamato ancora una volta il tema delle differenze territoriali nelle regole sul gioco fisico, sostenendo che proprio una normativa nazionale uniforme potrebbe alleggerire anche il ruolo dei sindaci. “Aiutiamo i sindaci”, ha osservato. “Se esiste una regola nazionale chiara, i Comuni non vengono più messi nella condizione di dover decidere autonomamente limitazioni, orari o divieti”.
Secondo il parlamentare, la strada da seguire non è quella di introdurre continuamente nuovi vincoli, ma piuttosto quella di completare finalmente il percorso normativo già avviato attraverso il decreto legislativo di riordino del settore. “Non servono nuove regole inutilmente complicate”, ha dichiarato. “Servono poche regole chiare”.
Rosato ha quindi espresso l’auspicio che il decreto legislativo atteso dal comparto possa arrivare presto in Gazzetta Ufficiale, chiudendo una lunga fase di incertezza normativa che coinvolge operatori, amministrazioni locali e istituzioni.
Accanto alla regolamentazione, il deputato ha posto l’accento anche sul tema dell’innovazione tecnologica, definendolo uno degli snodi centrali per il futuro del mercato del gioco pubblico e per il contrasto al circuito illegale.
“L’innovazione non significa soltanto regolamentazione”, ha spiegato. “Vuol dire stare al passo con tecnologie che corrono velocissimamente”.
Secondo Rosato, il settore ha bisogno di strumenti digitali più avanzati, sistemi di pagamento più sicuri e infrastrutture capaci di garantire maggiore trasparenza e controllo. Un processo che riguarda non solo gli operatori privati, ma anche la pubblica amministrazione, chiamata a modernizzare i propri strumenti di controllo e vigilanza.
“Serve un’amministrazione capace di stare al passo”, ha concluso. “Quindi sì alla regolamentazione, ma meno complicazioni e più capacità di innovare”.







