HomeAttualitàMisurare l’invisibile, Esposito (Guardia di Finanza): “Il gioco illegale è una forma...

Misurare l’invisibile, Esposito (Guardia di Finanza): “Il gioco illegale è una forma di criminalità economica organizzata”

Il mercato del gioco non regolato non è soltanto un problema di evasione fiscale o di abusivismo commerciale. È un fenomeno che si intreccia con il riciclaggio di denaro, con reti criminali transnazionali e con sistemi opachi di movimentazione dei capitali. È il messaggio lanciato dal Generale di Brigata Michele Esposito, Comandante del Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali della Guardia di Finanza, intervenuto oggi a Roma all’evento “Misurare l’invisibile – Il mercato del gioco non regolato in Italia”, promosso da Fortune Italia e powered by Novomatic Italia

Nel corso del suo intervento, Esposito ha definito il gioco illegale “una vera e propria forma di criminalità economica organizzata”, sottolineando come il settore rappresenti oggi uno dei terreni più sensibili per gli equilibri tra sicurezza economica, tutela del mercato e contrasto alle infiltrazioni criminali.

Il generale ha aperto il suo intervento portando i saluti del Comandante Generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro, evidenziando subito un concetto centrale: “La sicurezza economica è sicurezza nazionale”. Da qui il ruolo affidato alla Guardia di Finanza, quale polizia economico-finanziaria a competenza generale, nella tutela dell’ordine economico e della libera concorrenza.

Secondo Esposito, il comparto del gioco pubblico rappresenta un settore in cui convivono diversi interessi generali. Da un lato la necessità di proteggere gli operatori che investono legalmente sul mercato, dall’altro la tutela dei consumatori e della salute dei giocatori, fino alla salvaguardia delle entrate erariali. Un aspetto, quest’ultimo, tutt’altro che marginale: il comparto garantisce infatti allo Stato circa 11 miliardi di euro di gettito solo attraverso il prelievo erariale unico, le imposte sui concorsi pronostici, sulle scommesse e sugli intrattenimenti.

Esposito ha posto l’attenzione anche sugli operatori che, pur autorizzati in altri Paesi europei, spesso sfruttano ordinamenti più permissivi e poco collaborativi sotto il profilo investigativo, raccogliendo gioco in Italia attraverso intermediari presenti sul territorio nazionale e creando così una concorrenza sleale nei confronti dei concessionari autorizzati.

Nel suo intervento, il comandante del Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali ha insistito sulla necessità di continuare a investire nella regolazione del settore. “Gli spazi che non vengono occupati dalla legalità vengono inevitabilmente occupati dall’illegalità”, ha spiegato, ricordando come negli ultimi vent’anni il mercato abbia subito una profonda trasformazione, con una forte crescita del gioco online e delle piattaforme digitali.

Proprio l’evoluzione tecnologica rappresenta oggi uno degli elementi di maggiore criticità. Secondo Esposito, la criminalità economica organizzata guarda con crescente interesse al settore del gaming perché consente un rapido accumulo di profitti e, successivamente, operazioni di riciclaggio. “Prima si accumulano ricchezze illecite, poi si tenta di inserirle in circuiti apparentemente legali per ostacolarne l’identificazione”, ha spiegato, richiamando il classico schema del riciclaggio attraverso stratificazione e reinvestimento.

Nel mirino della Guardia di Finanza ci sono soprattutto i nuovi strumenti digitali e i sistemi di pagamento che garantiscono anonimato. Il generale ha citato in particolare l’utilizzo delle criptovalute, che, pur non essendo sempre pienamente riconosciute sotto il profilo normativo, consentono scambi difficilmente tracciabili e aumentano l’appeal del mercato illegale per le organizzazioni criminali.

“La criminalità organizzata oggi non esercita più soltanto controllo fisico del territorio”, ha osservato Esposito. “Punta soprattutto al controllo economico, sfruttando digitalizzazione e transnazionalità”. Un modello che rende più complessa l’azione investigativa e che richiede strumenti normativi e tecnologici sempre più evoluti.

Il comandante ha quindi illustrato il lavoro svolto dalla Guardia di Finanza in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e con la magistratura. Centrale, in questo contesto, l’attività di contrasto ai siti illegali e alle piattaforme non autorizzate, svolta anche attraverso il Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche, impegnato nel monitoraggio del web e nell’individuazione di operatori abusivi.

Ma uno dei punti più delicati riguarda proprio la dimensione internazionale del fenomeno. Quando server, operatori e infrastrutture si trovano all’estero, ha spiegato Esposito, “non si tratta più soltanto di un problema tecnico, ma di un problema giuridico”, legato alla cooperazione tra ordinamenti differenti e alla possibilità concreta di utilizzare strumenti investigativi efficaci.

Nel contrasto alle infiltrazioni mafiose e al riciclaggio, la Guardia di Finanza agisce anche attraverso il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e i Gruppi Investigazione Criminalità Organizzata presenti sui territori. L’obiettivo, ha ricordato il generale, è soprattutto quello di colpire i patrimoni accumulati illecitamente.

Un ruolo fondamentale viene poi svolto dal sistema antiriciclaggio. Gli operatori del gioco, sia online sia fisici, sono infatti soggetti agli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette verso l’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia. Segnalazioni che vengono poi trasmesse in larga parte proprio alla Guardia di Finanza per le attività investigative.

Il quadro delineato durante l’evento romano mostra dunque un settore sempre più strategico non soltanto sul piano economico, ma anche su quello della sicurezza nazionale. E il messaggio lanciato da Michele Esposito è chiaro: il contrasto al gioco illegale non può limitarsi alla repressione, ma richiede un sistema integrato di regolazione, controllo tecnologico e cooperazione internazionale capace di stare al passo con l’evoluzione della criminalità economica.

Altri articoli