Presentata oggi a Roma, presso La Lanterna, nel corso dell’incontro “Misurare l’invisibile. Il mercato del gioco non regolato in Italia”, organizzato da Novomatic Italia, la ricerca “Il mercato italiano del gioco non regolato” realizzata da Prisma analizza l’evoluzione del mercato italiano del gioco pubblico regolamentato, approfondendo caratteristiche dell’offerta legale, andamento economico del comparto, struttura fiscale e dinamiche che incidono sul rapporto tra mercato autorizzato e gioco illegale.
Il documento evidenzia come il settore del gioco legale rappresenti oggi un comparto strategico per l’economia nazionale. Secondo le rilevazioni riportate nello studio, nel 2024 il consumo di gioco legale si è attestato intorno all’1% del PIL italiano, con entrate dirette per l’Erario superiori agli 11 miliardi di euro e una filiera occupazionale stimata in circa 80mila addetti tra concessionari, punti vendita e aziende fornitrici di servizi e tecnologie.
La ricerca ricostruisce il quadro regolatorio italiano, ricordando che l’organizzazione dei giochi con vincita in denaro è riservata allo Stato e affidata a operatori privati tramite il sistema concessorio. Il modello italiano viene descritto come uno dei più articolati a livello internazionale, con un’offerta composta da otto comparti e oltre trenta differenti prodotti distribuiti tra rete fisica e online.
Particolare attenzione viene dedicata ai requisiti richiesti agli operatori autorizzati. Lo studio richiama infatti gli obblighi relativi a controlli antiriciclaggio, tutela dei minori, monitoraggio delle transazioni, trasparenza delle regole di gioco, certificazione dei sistemi e misure di gioco responsabile. Viene inoltre sottolineato come gli operatori legali siano soggetti a requisiti di onorabilità, solidità finanziaria e investimenti tecnologici costanti.
Secondo il rapporto, proprio l’elevato livello di regolazione rappresenterebbe uno degli elementi che differenziano il mercato autorizzato da quello illegale. Gli operatori non autorizzati, infatti, riuscirebbero a intercettare quote rilevanti di domanda attraverso offerte considerate più aggressive dal punto di vista commerciale, grazie a payout più elevati, minori limitazioni operative, bonus e cashback non consentiti nel mercato regolamentato e assenza di procedure KYC.
Lo studio dedica ampio spazio anche all’evoluzione tecnologica del settore. In particolare viene evidenziata la crescita di fenomeni collegati a Crypto Casino, Telegram Casino, mirror sites e piattaforme offshore, strumenti che renderebbero più complessa l’attività di controllo da parte delle autorità. Il documento richiama inoltre il ruolo delle VPN e delle criptovalute, considerate fattori che favoriscono anonimato e accesso ai circuiti non autorizzati.
Sul piano economico, la ricerca analizza l’andamento della raccolta del gioco legale dal 2005 al 2024. Nel periodo osservato il mercato è passato da 27,7 miliardi di euro a oltre 157 miliardi di euro di raccolta complessiva, con una progressiva crescita del canale online. Dal 2020 il gioco a distanza ha superato quello fisico, arrivando nel 2024 a rappresentare circa il 59% dell’intera raccolta legale, con 92,1 miliardi di euro contro i 65,3 miliardi del retail terrestre.
L’analisi per prodotto mostra come nel corso degli ultimi vent’anni si sia verificato un cambiamento significativo nelle preferenze dei giocatori. Gli apparecchi da intrattenimento, storicamente predominanti, hanno progressivamente perso peso a vantaggio di casino games e scommesse online, anche per effetto della digitalizzazione e del ricambio generazionale.
La ricerca evidenzia inoltre la crescita della quota di raccolta restituita in vincite ai giocatori. Nel tempo il payout medio è aumentato in quasi tutti i comparti, soprattutto online, dove alcuni prodotti – come casino games e poker – raggiungono percentuali superiori al 95%. Secondo lo studio, questa evoluzione avrebbe contribuito a modificare il costo effettivo dell’intrattenimento per i giocatori e le dinamiche competitive tra i diversi segmenti.
Per quanto riguarda la spesa effettiva dei giocatori, il rapporto rileva che dopo una fase di stabilizzazione tra il 2016 e il 2019 intorno ai 19 miliardi di euro, il mercato ha registrato una nuova crescita dopo il periodo pandemico, arrivando nel 2024 a circa 21,4 miliardi di euro di spesa complessiva.
Ampio spazio viene dedicato anche al sistema fiscale del gioco pubblico italiano, definito dalla ricerca come fortemente disomogeneo. Il documento sottolinea come i diversi comparti siano soggetti a basi imponibili e aliquote differenti, con una pressione fiscale particolarmente elevata sul gioco fisico e sugli apparecchi da intrattenimento.
Nel 2024 le imposte dirette generate dal settore hanno raggiunto circa 10,5 miliardi di euro, ai quali si aggiungono quasi un miliardo derivante dalla tassazione sulle vincite e circa 440 milioni di euro di canoni concessori. Secondo il rapporto, circa l’87,6% delle imposte dirette deriva ancora dal gioco fisico, mentre il contributo dell’online rimane più contenuto nonostante la crescita della raccolta sul canale digitale.
Il comparto che continua a garantire il maggiore gettito per lo Stato è quello degli apparecchi da intrattenimento, che nel 2024 ha prodotto circa il 50% delle imposte dirette complessive. Sommando anche Lotto e lotterie, la quota di gettito derivante da questi segmenti supera il 78% del totale.
La ricerca evidenzia inoltre come il sistema fiscale attuale, soprattutto in alcuni comparti, riduca lo “spazio competitivo” dell’offerta regolamentata rispetto a quella non autorizzata. Secondo il documento, la combinazione tra elevata pressione fiscale, vincoli normativi e limitazioni commerciali potrebbe favorire la migrazione di parte della domanda verso operatori illegali, in particolare sul canale online.
Dal punto di vista metodologico, lo studio è stato sviluppato in collaborazione con il Gruppo di Ricerche Industriali e Finanziarie “Fabio Gobbo” della LUISS Guido Carli e si propone di costruire nel tempo una metrica stabile per monitorare il tasso di canalizzazione del gioco verso i circuiti legali. L’obiettivo dichiarato è quello di fornire strumenti utili alla definizione di strategie di contrasto al gioco illegale e alla valutazione degli effetti economici e sociali delle politiche regolatorie sul comparto.







