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Scommesse clandestine e corse illegali di cavalli, il caso arriva alla Camera: il deputato Borrelli (AVS) chiede arresti immediati

Le corse clandestine di cavalli finiscono al centro del dibattito politico nazionale dopo le immagini diffuse nei giorni scorsi dall’attivista animalista Enrico Rizzi, che hanno mostrato gare illegali organizzate sulle strade del Catanese tra scommesse, spari in aria e cavalli costretti a correre in condizioni estreme.

A portare il caso nell’Aula della Camera è stato il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli (in foto), che ha chiesto un intervento immediato contro quello che ha definito “un insulto allo Stato e alla legalità”.

Secondo quanto denunciato da Rizzi, gli animali verrebbero dopati e sottoposti a violenze per alimentare un business clandestino legato alle scommesse illegali e controllato, secondo gli attivisti, da ambienti criminali. I video diffusi online mostrano corse organizzate in pieno giorno su strade aperte al traffico, con il coinvolgimento di numerosi spettatori.

“Quello documentato da Enrico Rizzi non è soltanto maltrattamento animale – ha dichiarato Borrelli in Aula – ma la dimostrazione che intere aree del Paese sono ostaggio di scommettitori malavitosi che agiscono nella convinzione di restare impuniti”.

Il parlamentare ha chiesto pattugliamenti più serrati, sequestri immediati dei cavalli e arresti per organizzatori e partecipanti. “Chi dopa un animale e sfida apertamente le leggi dello Stato deve finire in carcere”, ha affermato.

Nel suo intervento, Borrelli ha sottolineato come l’ultima vicenda emersa nel territorio catanese non rappresenti un caso isolato. Il deputato ha ricordato che il video della corsa illegale, diventato virale sui social, sarebbe stato pubblicato online prima dell’intervento delle autorità e che solo dopo la denuncia pubblica dell’attivista si sarebbe attivata la macchina istituzionale.

Il parlamentare ha inoltre criticato l’efficacia delle recenti norme approvate sul tema, sostenendo che il contrasto alle corse clandestine continui a poggiare soprattutto sull’attività di volontari e associazioni animaliste. “Non si tratta neppure di corse clandestine – ha detto – perché avvengono pubblicamente, in diretta social, davanti alla gente”.

Borrelli ha infine rilanciato la proposta avanzata dalle opposizioni per rafforzare la tutela degli equidi e riconoscerli come animali d’affezione, chiedendo un cambio di passo concreto nella lotta contro un fenomeno che intreccia maltrattamenti, criminalità e scommesse illegali.

Redazione Jamma
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