In Irlanda torna il dibattito sull’aumento della tassazione sulle scommesse. I Social Democrats hanno proposto di portare la betting tax dal 2% al 5%, con l’obiettivo di finanziare iniziative sportive e culturali nelle aree più svantaggiate del Paese.
La misura, presentata durante il lancio della nuova policy del partito su sport e cultura, secondo il deputato Aidan Farrelly consentirebbe di raccogliere oltre 165 milioni di euro all’anno. Le risorse sarebbero destinate a programmi di finanziamento per i club sportivi e alla creazione di un voucher annuale da 150 euro per attività sportive e culturali destinato ai bambini.
Farrelly ha sottolineato che l’Irlanda registra livelli di investimento pubblico nella cultura tra i più bassi d’Europa e ha evidenziato il ruolo dello sport nella lotta all’obesità, nell’inclusione sociale e nel benessere mentale.
La proposta ha però incontrato la forte opposizione del settore del betting. La Irish Bookmakers Association ha avvertito che un aumento della tassa al 5% rischierebbe di “decimare i bookmaker locali” e causare importanti perdite di posti di lavoro. Anche Flutter Entertainment, proprietaria di Paddy Power e Betfair, ha espresso preoccupazione per gli effetti sull’occupazione e sugli investimenti proprio mentre il mercato si prepara all’entrata in vigore delle nuove norme sul gambling.
Flutter impiega circa 2.800 persone in Irlanda e gestisce circa 200 punti vendita Paddy Power, ma lo scorso ottobre aveva già annunciato la chiusura di 57 negozi tra Irlanda e Regno Unito







