HomeAssociazioniGioco fisico, AGIC rilancia il riordino: “Urgente una riforma con regole uniformi”

Gioco fisico, AGIC rilancia il riordino: “Urgente una riforma con regole uniformi”

Il riordino del gioco fisico torna al centro del confronto politico e industriale. A rilanciare il tema è AGIC – Associazione gioco da intrattenimento in concessione – l’organizzazione di Confindustria che rappresenta i cinque principali concessionari del gioco legale in Italia, intervenuta nel dibattito sulla riforma del comparto.

Come riportato da Il Sole 24 Ore, AGIC considera “urgente” una riforma complessiva del settore. Nel quotidiano economico viene riportata la dichiarazione del presidente Gennaro Schettino: “Come dimostrano le ultime ricerche sul mercato illegale del gioco, che stimano oltre 30 miliardi di raccolta che sfuggono allo Stato, il riordino del settore è urgente per dare regole uniformi sul territorio nazionale riducendo in modo razionale l’offerta e aumentando i livelli di sicurezza e protezione dei giocatori”.

Sul tema è intervenuto anche Il Messaggero, riportando la posizione dell’associazione sulla necessità di creare un quadro normativo stabile e uniforme. Secondo AGIC, il riordino dovrebbe “garantire alle aziende del comparto una pianificazione industriale di lungo periodo, che permetta di continuare ad investire in innovazione e sicurezza e che consenta anche di implementare la funzione di presidio a sostegno della legalità nei confronti dei consumatori e degli esercenti”.

Tra i nodi principali evidenziati dall’associazione c’è quello della frammentazione normativa territoriale. AGIC chiede una disciplina uniforme a livello nazionale su distribuzione dei punti vendita, distanze dai luoghi sensibili e limitazioni orarie, superando l’attuale mosaico di regole regionali e comunali.

Secondo l’associazione, le restrizioni introdotte negli ultimi anni non hanno “sortito effetti positivi nella lotta al gioco patologico, ma causato la chiusura di alcuni punti vendita e lo spostamento dell’offerta di gioco dai centri abitati alle periferie, con conseguenti ricadute sulla sicurezza pubblica, sui livelli occupazionali e sul gettito erariale”.

Redazione Jamma
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