“Il messaggio ‘gioca responsabilmente’ rischia di diventare retorico, se non addirittura ambiguo”. È uno dei passaggi centrali dell’intervento di Remigio Del Grosso, rappresentante di Adusbef, durante la conferenza stampa alla Camera dei deputati dedicata alla presentazione del documento unitario di osservazioni alle linee guida Agcom sulle campagne di comunicazione relative al gioco d’azzardo.
Nel suo intervento, Del Grosso ha criticato l’impostazione che, a suo avviso, negli ultimi anni avrebbe progressivamente ampliato gli spazi comunicativi per gli operatori del settore. Un riferimento diretto è andato anche alla recente presentazione del primo report sul gioco online illegale, svoltasi appena due giorni fa, occasione nella quale – ha ricordato – sarebbe stato ribadito il ruolo “essenziale e indispensabile” della cosiddetta pubblicità informativa.
“Indispensabile per chi?”, ha chiesto polemicamente Del Grosso. “Per gli operatori, certo. Siamo tutti d’accordo che il gioco illegale sia una piaga da combattere e, se possibile, da debellare. Ma per le persone a rischio, per i pensionati, per i giovani, il danno prodotto dal gioco legale e da quello illegale rischia di essere identico”.
Il rappresentante di Adusbef ha poi spiegato di aver scelto volutamente di non utilizzare parole proprie per affrontare il tema del “gioco responsabile”, ricordando come in passato le sue posizioni molto dure sul settore gli siano valse l’etichetta di “estremista”, soprattutto dopo aver definito “vergognosa” la pubblicità che vedeva Francesco Totti testimonial di una società di betting russa.
Per questo, Del Grosso ha citato direttamente il manifesto di una fondazione sul gioco responsabile promossa dalla CISL, soffermandosi sul passaggio in cui si evidenzia come lo slogan “gioca responsabilmente” possa trasformarsi in “uno scudo linguistico che protegge l’intero sistema da un’assunzione di responsabilità più ampia”.
Secondo Del Grosso, la responsabilità “non si esaurisce in una frase”, ma richiede “contesto, strumenti, etica e impegno collettivo”. Da qui la richiesta di un cambio di paradigma: costruire ambienti di gioco capaci di ridurre concretamente i rischi, utilizzando la tecnologia non soltanto per incentivare il consumo, ma anche per prevenire in tempo reale i comportamenti problematici attraverso l’analisi dei dati, i segnali predittivi e il design comportamentale.
“Serve il coraggio culturale di superare la retorica del ‘gioca responsabilmente’ e costruire un linguaggio nuovo, fondato sulla consapevolezza, sulla prevenzione e sulla responsabilità condivisa tra istituzioni, operatori e società civile”, ha concluso Del Grosso, ribadendo la disponibilità delle associazioni dei consumatori a collaborare anche con gli operatori del comparto, purché vi sia un reale coinvolgimento della società civile nelle scelte regolatorie.






