Per anni il sistema italiano ha mantenuto una distinzione netta tra il mondo delle scommesse e quello della finanza speculativa. Le piattaforme di betting operano sotto concessione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), mentre i broker che offrono Contratti per Differenza (CFD) e derivati finanziari sono sottoposti alla disciplina MiFID e alla vigilanza CONSOB.
L’arrivo dei prediction market sta però incrinando questo schema. Piattaforme come Polymarket, Kalshi e PredictIt stanno introducendo un modello che assomiglia contemporaneamente a una piattaforma di trading, a un betting exchange e a un mercato crypto. Il risultato è un prodotto difficile da classificare dal punto di vista normativo e fiscale.
L’utente non compra un’azione, non sottoscrive un derivato tradizionale e non effettua neppure una scommessa sportiva classica. Acquista invece una probabilità quotata relativa a un evento futuro: elezioni politiche, decisioni delle banche centrali, andamento di Bitcoin, recessioni economiche o risultati sportivi. Le quote si muovono continuamente in base alla domanda e all’offerta, proprio come avviene in un mercato finanziario.
La differenza tra CFD, betting e prediction market
La distinzione tra i tre modelli diventa centrale per capire perché i prediction market stiano creando così tante difficoltà ai regolatori.
| Modello | Autorità | Struttura | Tassazione prevalente |
| CFD e derivati | CONSOB / ESMA | Strumento finanziario | Imposta pagata dall’utente |
| Scommesse sportive | ADM | Gioco pubblico | Imposta pagata dal concessionario |
| Prediction market | Zona grigia | Event contract | Regime non definito |
Le piattaforme CFD come Plus500, IG o XTB consentono di speculare sull’andamento di asset finanziari senza possederli direttamente. Si tratta di strumenti derivati regolamentati che prevedono limiti alla leva, protezione del saldo negativo, obblighi informativi e controlli antiriciclaggio. In questo caso il soggetto fiscalmente colpito è il cliente finale, che in Italia paga normalmente il 26% sulle plusvalenze finanziarie.
Le scommesse sportive online funzionano invece con un sistema completamente diverso. Gli operatori devono ottenere una concessione ADM, collegarsi ai sistemi centrali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e rispettare un regime fiscale specifico legato alla raccolta e al margine di gioco. Nel modello italiano è soprattutto il concessionario a sostenere il peso fiscale attraverso imposte concessorie e prelievi sul gioco. Il giocatore, salvo specifiche eccezioni legate a determinate vincite elevate, non viene normalmente tassato come avviene invece nei mercati finanziari.
I prediction market si collocano nel mezzo. Dal punto di vista economico assomigliano a una scommessa sofisticata, ma tecnicamente operano come un exchange con prezzi dinamici e order book.
Il vantaggio competitivo dei prediction market
L’aspetto più rilevante riguarda i costi regolatori. I bookmaker italiani sostengono concessioni pubbliche, tassazione elevata, obblighi tecnici ADM e una compliance stringente. I broker CFD devono invece rispettare regole MiFID, limiti ESMA, obblighi patrimoniali, norme finanziarie europee e reporting fiscale.
Un prediction market crypto internazionale può invece operare con una struttura molto più leggera. Questo genera un vantaggio competitivo potenzialmente enorme.
| Settore | Peso regolatorio | Costi autorizzativi | Soggetto fiscalmente colpito |
| Broker CFD | Molto alto | Elevati | Cliente finale |
| Betting ADM | Alto | Elevati | Concessionario |
| Prediction market | Ancora incerto | Potenzialmente ridotti | Non definito |
È proprio questa asimmetria a preoccupare sia il settore del gaming sia quello finanziario.
Perché i prediction market ricordano il betting exchange
Dal punto di vista tecnico, i prediction market sono molto più vicini al betting exchange che alle scommesse tradizionali.
Nel bookmaker classico il banco gioca contro il cliente. Nel betting exchange, invece, gli utenti scommettono tra loro e la piattaforma trattiene una commissione. I prediction market replicano questo schema in forma evoluta. Gli utenti comprano e vendono probabilità in tempo reale. La piattaforma non assume necessariamente il rischio diretto ma organizza il mercato e monetizza la liquidità.
| Modello | Controparte | Formazione prezzo |
| Bookmaker tradizionale | Il banco | Quote decise dall’operatore |
| Betting exchange | Altri utenti | Mercato tra utenti |
| Prediction market | Altri utenti/liquidità crypto | Prezzo dinamico continuo |
In pratica, Betfair con il betting exchange ha introdotto la logica del mercato nel mondo delle scommesse. Polymarket la sta trasformando in un sistema globale di trading sugli eventi.
I numeri del mercato italiano
Le dimensioni economiche aiutano a comprendere perché il tema stia diventando centrale.
Il mercato delle scommesse sportive online in Italia muove ormai decine di miliardi di euro di raccolta annua. Il comparto CFD retail, pur con meno utenti, genera volumi nozionali ancora superiori grazie all’effetto leva.
| Settore Italia | Ordine di grandezza |
| Scommesse sportive online | Decine di miliardi annui |
| Betting exchange | Alcuni miliardi matched |
| CFD retail | Centinaia di miliardi/trilioni nozionali |
| Prediction market | Non determinabile con precisione |
Nel caso dei prediction market, però, esiste una differenza fondamentale rispetto agli altri comparti. Non essendo oggi regolamentati in modo uniforme e operando spesso attraverso strutture offshore o decentralizzate, non esistono dati ufficiali certificati sulla raccolta o sui volumi effettivi. Le stime circolanti sul mercato sono quindi parziali, frammentate e spesso basate su dati dichiarati dalle stesse piattaforme o rilevati on-chain.
Questo rappresenta un’ulteriore anomalia rispetto ai mercati regolati italiani, dove ADM e CONSOB dispongono di flussi informativi completi e certificati.
Il problema per i regolatori
La vera questione è politica e giuridica.
Se una piattaforma permette di speculare su elezioni, tassi di interesse, guerre, eventi geopolitici, sport o andamento economico senza essere classificata né come gioco né come derivato finanziario, allora l’intero sistema regolatorio rischia di perdere coerenza.
Negli Stati Uniti la CFTC è già intervenuta contro alcune piattaforme di prediction market, contestando la vendita di “event contracts” assimilabili a derivati non autorizzati. Polymarket stessa ha raggiunto accordi con le autorità americane dopo accuse relative all’offerta di strumenti non registrati.
In Europa e in Italia il quadro è ancora più incerto.
La possibile rivoluzione italiana
Paradossalmente, proprio l’eccesso di regolazione dei settori tradizionali potrebbe favorire la crescita dei prediction market.
Un utente può ottenere esposizione speculativa su eventi politici o economici senza aprire un conto CFD tradizionale e senza passare attraverso il sistema del gioco pubblico italiano.
Questo crea una forma di concorrenza nuova verso bookmaker, broker CFD, exchange finanziari e potenzialmente anche media economici. I prediction market infatti non vendono soltanto speculazione. Vendono anche informazione probabilistica in tempo reale.
Ed è proprio questo l’aspetto più rivoluzionario: trasformare gli eventi del mondo reale in asset negoziabili globalmente, ventiquattro ore su ventiquattro.







