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Prediction Market: Kalshi pronta a rafforzare i controlli, nuove misure per tenere i minori fuori dalle scommesse

I mercati di previsione finiscono sempre più sotto i riflettori negli Stati Uniti, e Kalshi prova a muoversi in anticipo sul terreno più sensibile: la tutela dei minori. La piattaforma, tra le principali nel settore, ha annunciato una serie di nuove misure per impedire ai bambini di accedere e fare trading, mentre continua a respingere le richieste di innalzare l’età minima oltre i 18 anni.

Il tema non è secondario. I mercati di previsione – che consentono di scommettere sull’esito di eventi sportivi, politici o economici – stanno guadagnando popolarità, ma anche attirando un’attenzione crescente da parte di legislatori e osservatori, preoccupati per il loro impatto sulla diffusione di comportamenti assimilabili al gioco d’azzardo, soprattutto tra i più giovani.

Kalshi sostiene di voler alzare gli standard di protezione prima ancora di eventuali obblighi normativi. Tra le novità introdotte ci sono sistemi più stringenti di verifica dell’identità, a partire dall’uso del riconoscimento facciale all’accesso, pensato per evitare che i minori utilizzino account di familiari. In alcuni casi, gli utenti considerati a rischio dovranno fornire ulteriori verifiche, come selfie in tempo reale, mentre viene rafforzata l’autenticazione a due fattori.

A questo si aggiungono strumenti di controllo più sofisticati: gli utenti potranno verificare eventuali accessi non autorizzati ai propri account e, in prospettiva, riceveranno suggerimenti sui limiti di deposito in presenza di segnali di attività eccessiva o potenzialmente problematica. La piattaforma introdurrà anche una funzione che consente di condividere le proprie attività di trading con una cerchia ristretta di contatti, inclusi familiari.

Il contesto in cui queste misure vengono lanciate è caratterizzato da una crescente preoccupazione per il coinvolgimento dei giovani. Secondo alcune rilevazioni recenti, una quota significativa di adolescenti ha avuto esperienze di gioco nell’ultimo anno, con percentuali particolarmente elevate tra i ragazzi più grandi. È su questo segmento che si concentra l’attenzione di policy maker e associazioni, che vedono nei mercati di previsione una possibile estensione delle dinamiche già osservate nel betting sportivo.

Non a caso, la pressione politica sta aumentando. Negli Stati Uniti è stata presentata una proposta di legge che punta a introdurre requisiti più stringenti, tra cui programmi di autoesclusione e verifiche obbligatorie dell’età. Parallelamente, alcune grandi leghe sportive hanno chiesto esplicitamente di allineare l’età minima per il trading nei mercati di previsione a quella prevista per scommesse e casinò, fissata a 21 anni in molti Stati.

Su questo punto Kalshi mantiene una posizione netta. Il CEO Tarek Mansour ritiene che l’età minima debba restare a 18 anni, sostenendo che il trading su questi mercati non è assimilabile al gioco d’azzardo, ma piuttosto a forme di investimento tra utenti, simili al trading azionario. Una distinzione che però continua a essere oggetto di dibattito, sia sul piano regolatorio sia su quello culturale.

Il confronto è destinato a proseguire. Da un lato, piattaforme come Kalshi cercano di rafforzare le misure di tutela per dimostrare la sostenibilità del modello. Dall’altro, legislatori e operatori tradizionali del gioco spingono per un inquadramento più rigoroso, soprattutto quando in gioco ci sono i comportamenti delle fasce più giovani.

Redazione Jamma
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