Operazione coordinata contro il gioco d’azzardo illegale nella Svizzera occidentale. La Commissione federale dei casinò, insieme alle polizie cantonali di Friburgo, Ginevra e Vaud, ha effettuato tra il 23 e il 24 aprile 2026 una serie di perquisizioni in cinque esercizi di intrattenimento, sequestrando apparecchi da gioco, denaro contante e documentazione contabile.
L’intervento principale si è svolto nel pomeriggio di venerdì 24 aprile, quando le autorità hanno eseguito controlli simultanei in quattro locali: uno nel cantone di Friburgo, due a Ginevra e uno nel cantone di Vaud. La scelta di agire in contemporanea è stata funzionale a garantire l’effetto sorpresa e impedire eventuali tentativi di occultamento delle attività illecite.
Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati cinque dispositivi da casinò indicati come “Pink Date”, oltre a registri contabili ritenuti utili per le indagini. Proprio questi apparecchi attirano l’attenzione: dalle immagini diffuse, il modello “Pink Date” sembrerebbe presentare caratteristiche molto simili alle cosiddette “gru” diffuse in Italia, macchine da intrattenimento che distribuiscono premi e che, se utilizzate in modo improprio, possono sconfinare nell’ambito del gioco con vincita in denaro o assimilabile.
L’azione delle autorità era stata preceduta, già nella serata di giovedì 23 aprile, da una prima perquisizione in uno degli esercizi ginevrini. L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione anonima che denunciava l’organizzazione di tornei di poker illegali con puntate elevate. Al momento dell’irruzione, gli agenti hanno trovato un gruppo di persone intento a giocare e hanno proceduto al sequestro di circa 2.000 franchi in contanti.
Le indagini sono ora coordinate dalla Commissione federale dei casinò, che ha ribadito la linea di tolleranza zero nei confronti del gioco non autorizzato. In Svizzera, organizzare o mettere a disposizione giochi di casinò senza concessione costituisce reato e può comportare pene severe, fino a cinque anni di reclusione o sanzioni pecuniarie.
L’operazione conferma l’attenzione crescente delle autorità verso forme ibride di intrattenimento che, pur presentandosi come giochi leciti, possono essere utilizzate per aggirare la normativa sul gioco d’azzardo. Un tema che resta centrale anche in altri Paesi europei, dove dispositivi apparentemente analoghi – come le “gru” italiane – continuano a sollevare interrogativi sul confine tra gioco di abilità e gioco con vincita.







