HomeAssociazioniLimite al contante nei giochi, Guitto (AGSI): "Misura senza fondamento"

Limite al contante nei giochi, Guitto (AGSI): “Misura senza fondamento”

Il 14 aprile il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha trasmesso la Relazione sul settore dei giochi pubblici relativa al 2025, offrendo un’analisi dettagliata anche del comparto del gioco a distanza. Nella sezione dedicata vengono esaminati i dati sui conti di gioco, sugli importi delle ricariche e sui mezzi di pagamento utilizzati.

«Dalla lettura dei dati emerge chiaramente che solo il 7,2% delle ricariche viene effettuato in contanti tramite punto vendita», afferma Antonio Guitto, vicepresidente di AGSI. «Si tratta di una quota del tutto marginale, che non giustifica in alcun modo l’adozione di misure così restrittive come quelle previste dall’articolo 13, comma 5, del decreto legge 41 del marzo 2024, introdotte con l’obiettivo di contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo».

Secondo Guitto, desta ulteriore perplessità il fatto che dati già disponibili alle istituzioni abbiano comunque portato all’introduzione della norma. «È sorprendente che chi disponeva di queste informazioni abbia spinto prima il legislatore e poi il regolatore ad attuare una disposizione priva di reale urgenza e consistenza», sottolinea.

Il vicepresidente di AGSI richiama quindi l’attenzione sugli effetti potenziali del provvedimento. «Misure di questo tipo rischiano di bloccare inutilmente il mercato legale, con la conseguenza di spingere consumatori e punti vendita verso l’offerta illegale», evidenzia.

Da qui la richiesta di un intervento immediato. «Chiediamo che il MEF e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli chiariscano la reale ratio della norma e che venga rinviata la data del 13 maggio per l’entrata in vigore del limite dei 100 euro», conclude Guitto. «È necessario aprire un tavolo istituzionale con ADM, MEF, Guardia di Finanza, Unità di Informazione Finanziaria, Banca d’Italia, Antitrust e associazioni di categoria per rivedere la norma alla luce dei dati disponibili e tutelare il mercato legale».

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