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Scommesse illegali tra Sardegna e Puglia: assoluzione piena a Cagliari, il fatto non sussiste

Si chiude con un’assoluzione piena da parte del tribunale di Cagliari il procedimento su un presunto sistema di raccolta illegale di scommesse online, che secondo l’accusa operava attraverso piattaforme non autorizzate e una rete di punti vendita distribuiti tra la Sardegna e la Puglia. I giudici hanno stabilito che il fatto non sussiste, facendo venir meno tutte le contestazioni, che comprendevano anche ipotesi di associazione per delinquere, violazioni fiscali e autoriciclaggio.

L’impianto accusatorio è stato di fatto smontato da un vizio procedurale ritenuto decisivo. Gran parte degli elementi raccolti durante le indagini, tra cui intercettazioni, perquisizioni, sequestri e analisi informatiche, è stata dichiarata inutilizzabile perché acquisita oltre i termini previsti, senza una valida proroga o una nuova iscrizione. Venuto meno questo materiale, non è rimasto un supporto probatorio sufficiente a sostenere le accuse.

Anche sul fronte tributario le contestazioni non hanno retto. Le presunte irregolarità dichiarative si basavano su dati provenienti da un altro procedimento, senza un autonomo riscontro investigativo adeguato. Allo stesso modo è caduta l’ipotesi di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte: il trasferimento di alcuni beni immobili non è stato ritenuto idoneo a ostacolare la riscossione, anche in assenza di elementi sul loro valore reale e considerando la presenza di ulteriori asset e il pagamento dei debiti fiscali tramite strumenti di regolarizzazione.

In assenza di prove concrete sull’intento di eludere il fisco, è venuto meno anche l’elemento soggettivo del reato, portando così alla chiusura definitiva della vicenda con l’assoluzione di tutti gli imputati.

Redazione Jamma
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