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Apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro, nel 2025 flessione del 42% della raccolta: Jamma conferma e pubblica l’andamento mese per mese

L’eco generata dal nostro articolo sui dati degli apparecchi da intrattenimento senza vincita in denaro non si è fatta attendere. Nelle ore successive alla pubblicazione, in redazione sono arrivate richieste da parte di operatori del settore che invitano alla rimozione del contenuto, ritenuto – a loro avviso – fuorviante per via dell’evidente flessione evidenziata.

Una richiesta che non verrà accolta. Non per rigidità, ma per un principio molto chiaro: i dati pubblicati sono ufficiali. Provengono da fonti istituzionali – Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e MEF – e Jamma si è limitata a riportarli, come spesso accade, in anticipo rispetto alla loro più ampia diffusione.

Il punto, piuttosto, sembra essere un altro: la difficoltà di accettare un dato che fotografa una contrazione significativa del comparto. Il totale annuo parla chiaro: il giocato passa da 53,9 milioni di euro nel 2024 a 31 milioni nel 2025 (valori espressi in milioni), con una flessione del -42,48%. Una dinamica che si riflette in modo speculare anche sull’erario, sceso da oltre 4,3 milioni a circa 2,48 milioni.

Premesso che non vi sarà alcuna rettifica, è però utile entrare nel merito di alcune osservazioni emerse. È legittimo interrogarsi sulle modalità di costruzione del dato, in particolare sul calcolo del giocato per questa tipologia di apparecchi. Come noto, infatti, il sistema fiscale si basa su un incasso medio presunto, utilizzato per determinare il prelievo, e non su una rilevazione puntuale del singolo flusso di gioco. Un meccanismo che può generare perplessità sotto il profilo dell’aderenza alla realtà operativa.

Ma questo non modifica il dato di fondo: i numeri sono quelli comunicati dall’autorità che regola e controlla il settore. Ed è a quella fonte che, inevitabilmente, bisogna fare riferimento.

Guardando al dettaglio mensile, emerge con ancora maggiore evidenza la portata del fenomeno. L’anno si apre con un crollo marcato: a gennaio il giocato scende a circa 2,23 milioni contro i 4,48 dell’anno precedente, con una variazione superiore al -40%. Nei mesi successivi la flessione resta costante, con valori negativi che oscillano tra il -31% e il -38%.

Neppure i mesi centrali dell’anno segnano un’inversione di tendenza. Tra giugno e settembre il comparto continua a muoversi su livelli nettamente inferiori rispetto al 2024, con variazioni che si collocano intorno al -36%. Anche l’ultimo trimestre non mostra segnali di recupero strutturale: ottobre, novembre e dicembre si chiudono con cali ancora molto rilevanti, confermando una debolezza diffusa.

Il quadro complessivo, dunque, è quello di una contrazione significativa e persistente lungo tutto l’arco dell’anno. È su questo che si concentra il nodo del confronto, più che sulla legittimità del dato stesso.

Jamma continuerà a fare il proprio lavoro con lo stesso approccio di sempre: riportare dati verificati, indicare chiaramente le fonti e contribuire a una lettura trasparente del settore. Anche quando i numeri raccontano una realtà complessa, o scomoda.

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