Il mercato nero del gioco d’azzardo nel Regno Unito ha registrato un’impennata in occasione del Grand National dello scorso fine settimana, con puntate illegali che potrebbero aver raggiunto i 100 milioni di sterline durante l’intero festival di Aintree. Di questi, fino a 40 milioni sarebbero stati scommessi sulla gara principale, secondo quanto denunciato dal Betting and Gaming Council (BGC).
Il Grand National rappresenta uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario sportivo internazionale, capace di attirare ogni anno milioni di scommettitori e generare volumi di gioco per miliardi. Proprio questa enorme visibilità lo rende un obiettivo privilegiato per operatori illegali, che approfittano dell’evento senza offrire alcuna tutela ai clienti.
Il BGC ha evidenziato come la crescita dei costi per gli operatori autorizzati, unita alla prospettiva di controlli sempre più invasivi sui clienti, possa spingere una parte degli utenti verso piattaforme non regolamentate. In questi contesti, i giocatori sono privi di garanzie fondamentali, come la verifica dell’età, le misure antiriciclaggio e gli strumenti per il gioco responsabile.
Grainne Hurst, amministratrice delegata del Betting and Gaming Council, ha sottolineato che il Grand National resta un evento seguito in sicurezza da milioni di persone, ma ha avvertito che il mercato nero criminale tenta sistematicamente di sfruttare queste occasioni. Secondo Hurst, l’aumento dei costi e dei controlli rischia di rendere più difficile la competitività degli operatori legali, favorendo indirettamente quelli illegali.
Nel Regno Unito, le società di scommesse autorizzate devono rispettare standard rigorosi, tra cui verifiche sull’identità e sull’età dei clienti, controlli contro il riciclaggio e politiche di tutela del giocatore. Gli operatori illegali, al contrario, agiscono fuori dalla legge e non offrono alcuna protezione.
Il settore regolamentato del betting e del gaming sostiene oltre 109.000 posti di lavoro, contribuisce con 6,8 miliardi di sterline all’economia britannica e genera circa 4 miliardi di entrate fiscali ogni anno, oltre a finanziare in modo significativo l’ippica. Il BGC ha ribadito che il contrasto alle reti criminali dietro i siti illegali deve restare una priorità per proteggere i consumatori e salvaguardare l’intero comparto.






