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Gioco minorile a Napoli, Marciani (assessora): “Più prevenzione e presìdi territoriali per tutelare i giovani”

Rafforzare la prevenzione, aumentare la consapevolezza tra i giovani e valorizzare i presìdi territoriali come centri giovanili e spazi famiglia. È questa la linea indicata dall’assessora alle Politiche giovanili del Comune di Napoli, Chiara Marciani (in foto), intervenuta alla presentazione della ricerca Valutazione del fenomeno del gioco minorile con vincita in denaro a Napoli, realizzata dal Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II con il supporto di Noto Sondaggi.

Nel suo intervento, Marciani ha sottolineato il ruolo delle istituzioni locali su un doppio fronte: da un lato il controllo degli spazi fisici, dall’altro la costruzione di strategie educative efficaci.

“Abbiamo lavorato anche sul tema della vigilanza – ha spiegato – in particolare nei casi di esercizi troppo vicini agli istituti scolastici”. Un’azione necessaria, ma non sufficiente. “Il tema più rilevante – ha aggiunto – è quello della prevenzione e del sostegno ai giovani”.

Uno degli aspetti evidenziati dall’assessora riguarda la scarsa educazione finanziaria delle nuove generazioni, soprattutto in un contesto sempre più digitalizzato.

Marciani ha portato un esempio concreto: “Mia figlia, a sei anni, ha speso 90 euro con un gioco online senza rendersi conto”. Un episodio che, pur non legato direttamente al gioco d’azzardo, evidenzia una dinamica diffusa: la facilità con cui si effettuano microtransazioni digitali senza percezione del valore reale del denaro.

“Si crea un’abitudine – ha osservato – a spendere in modo veloce per contenuti apparentemente banali”. Un comportamento che può rappresentare un terreno fertile per forme più problematiche di gioco.

L’assessora ha richiamato l’attenzione anche su quelle applicazioni e piattaforme che, pur non essendo classificate come gioco d’azzardo, presentano meccanismi simili.

In un ecosistema digitale sempre più pervasivo, il rischio è quello di un’esposizione precoce a dinamiche di ricompensa e spesa, difficili da controllare. “È molto più facile – ha detto – incappare in situazioni che possono mettere in difficoltà”.

Particolarmente significativo il riferimento ai dati della ricerca che mettono in relazione il gioco con altre abitudini potenzialmente dannose, come il consumo di alcol e tabacco.

“Queste correlazioni – ha evidenziato Marciani – rendono ancora più urgente un intervento integrato”, capace di affrontare il fenomeno in modo sistemico e non isolato.

Tra le proposte avanzate, quella di utilizzare i risultati della ricerca come base per attività formative rivolte agli operatori territoriali.

“Stiamo lavorando molto sui centri giovanili e sugli spazi famiglia – ha spiegato – e sarebbe importante portare lì queste conoscenze”. L’obiettivo è fornire strumenti concreti a educatori e operatori che quotidianamente entrano in contatto con i giovani.

Marciani ha inoltre auspicato la possibilità di replicare momenti di approfondimento direttamente nei territori, per diffondere dati e consapevolezza su un fenomeno spesso sottovalutato.

In conclusione, l’assessora ha ribadito la necessità di accendere i riflettori su un tema che, pur essendo sempre più diffuso, non riceve ancora l’attenzione adeguata.

“Dobbiamo mettere maggiore attenzione e consapevolezza – ha affermato – su dinamiche che incidono profondamente sulla crescita dei ragazzi”.

Un impegno che passa dalla collaborazione tra istituzioni, mondo accademico e realtà territoriali, nella prospettiva di costruire percorsi educativi capaci di prevenire e contrastare il gioco minorile con vincite in denaro.

Redazione Jamma
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