Nel dibattito sul futuro bilancio dell’Unione europea, il gioco online entra ufficialmente tra le possibili fonti di finanziamento. È quanto emerge dalla posizione adottata oggi, 15 aprile, dalla Commissione Bilanci del Parlamento europeo, che ha approvato il proprio orientamento sul quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
Tra le ipotesi messe sul tavolo dagli eurodeputati compare infatti anche un prelievo sul gioco online, inserito nel pacchetto delle nuove risorse proprie che dovrebbero contribuire a sostenere il bilancio UE e a finanziare il rimborso del debito legato al NextGenerationEU.
Il riferimento al gaming non riguarda aspetti regolatori o di tutela del consumatore, ma esclusivamente la dimensione fiscale. Il settore viene cioè considerato come una delle possibili basi imponibili su cui costruire nuove entrate a livello europeo, insieme ad altre opzioni come la tassa sui servizi digitali o i prelievi sulle criptovalute.
La decisione odierna non introduce ancora alcuna misura concreta, ma segna un passaggio politico rilevante: per la prima volta, il gioco online viene esplicitamente richiamato in un documento ufficiale del Parlamento europeo come potenziale fonte di finanziamento del bilancio comune.
Il contesto è quello di una proposta complessiva che punta ad aumentare le risorse dell’Unione fino all’1,27% del reddito nazionale lordo, con un incremento del 10% rispetto alla proposta iniziale della Commissione. Per sostenere questo livello di spesa, Bruxelles punta a nuove entrate strutturali, stimate in circa 60 miliardi di euro l’anno.
L’inserimento del gioco online in questo perimetro riflette anche la crescita del comparto digitale e la sua dimensione sempre più transnazionale, che lo rende un candidato naturale per forme di tassazione sovranazionale. Allo stesso tempo, la prospettiva apre interrogativi rilevanti per il settore, già sottoposto a regimi fiscali articolati nei singoli Stati membri.
L’iter, in ogni caso, è ancora lungo. Il testo dovrà essere confermato dal Parlamento in seduta plenaria e poi negoziato con il Consiglio. Solo al termine di questo percorso si potrà capire se e come l’ipotesi di un prelievo sul gioco online potrà tradursi in una misura concreta.
Per ora, il dato politico è chiaro: dal 15 aprile, il gioco entra a pieno titolo nel dibattito europeo non solo come settore da regolare, ma anche come possibile leva fiscale per il futuro bilancio dell’Unione.







