Oggi Fondazione FAIR ha presentato a Roma i risultati della nuova ricerca “La comunicazione sul gioco responsabile”, realizzata da Ipsos a inizio 2026, nel corso di un confronto promosso durante l’evento Italian Gaming Expo & Conference 2026, con la partecipazione di istituzioni e stakeholder insieme a AGCOM, IAP e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
L’indagine, condotta su un campione di 1.000 maggiorenni rappresentativi della popolazione italiana, con metodologia CAWI su piattaforma Ipsos Digital, ha analizzato il livello di ricordo, comprensione e percezione dei messaggi legati al gioco responsabile, con un focus specifico sui giocatori online, che rappresentano il 27% del campione.
Dai dati emerge che solo il 29% degli intervistati dichiara di ricordare chiaramente messaggi sul gioco responsabile negli ultimi 12 mesi, mentre il 34% ne ha un ricordo vago e il 37% non li ricorda affatto. La quota sale al 39% tra i giocatori online, un dato che appare legato a una maggiore esposizione ai contenuti piuttosto che a una conoscenza più approfondita.
Anche tra coloro che dichiarano di ricordare i messaggi, il ricordo risulta generico e poco strutturato. Le citazioni spontanee fanno prevalentemente riferimento alla pubblicità televisiva in modo indistinto (“in TV”, “spot televisivi”), con richiami marginali a contenuti specifici, evidenziando una difficoltà nel tradurre i messaggi in indicazioni concrete di comportamento.
Il claim “Gioca responsabilmente” è quello che raccoglie il maggiore livello di attenzione (43%), seguito dai messaggi sui rischi e le dipendenze da gioco (16%) e da quelli che sottolineano il gioco come forma di intrattenimento e non come fonte di guadagno (14%). Nel complesso, il 78% degli intervistati considera rilevante almeno un messaggio, segnalando una potenziale efficacia comunicativa ancora da sviluppare pienamente.
Uno degli elementi più rilevanti riguarda il significato attribuito ai messaggi: prevale una lettura “formale”, che li associa soprattutto a un obbligo di legge o a una formula di rito. Accanto a questa interpretazione, i messaggi vengono percepiti anche come richiamo morale per i giocatori e come strumento utile a migliorare la reputazione degli operatori, mentre risulta meno diffusa l’idea che rappresentino un aiuto concreto per adottare comportamenti di gioco più prudenti.
Dal punto di vista qualitativo, i messaggi vengono giudicati generalmente chiari e comprensibili e solo una minoranza li considera fastidiosi o invasivi. Tuttavia emergono criticità legate all’efficacia del tono comunicativo e alla capacità di incidere concretamente sui comportamenti.
I giocatori online esprimono valutazioni complessivamente più positive rispetto alla media, riconoscendo una maggiore utilità dei messaggi per chi gioca, ma solo una quota limitata ritiene pienamente adeguato il tono della comunicazione.
L’analisi evidenzia una sfida chiara: rendere i messaggi più comprensibili, concreti ed efficaci per supportare davvero i giocatori. Il ricordo dei contenuti resta infatti superficiale e difficilmente si traduce in indicazioni operative, mentre maggiore chiarezza, contenuti più pratici e un tono più mirato emergono come elementi centrali per rafforzare il ruolo della comunicazione e promuovere un approccio consapevole e responsabile al gioco.
Di seguito la ricerca integrale:







