HomeAziendeIppica, Chantre (Flutter): “Impianti più attrattivi con qualità, storytelling ed esperienze immersive”

Ippica, Chantre (Flutter): “Impianti più attrattivi con qualità, storytelling ed esperienze immersive”

Ripensare gli ippodromi come luoghi di intrattenimento moderni, capaci di attrarre nuovo pubblico e generare valore per l’intera filiera. È questa la visione tracciata da Marco Chantre (in foto), Racetracks Management & Asset Development Senior Director di Flutter International, intervenuto al panel “Il futuro dell’ippica e delle scommesse: innovazione, sostenibilità e sistema” nell’ambito dell’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma.

Partendo dal concetto di affidabilità, Chantre ha evidenziato come il settore ippico porti ancora con sé un pregiudizio legato alla percezione di scarsa trasparenza, un elemento che incide sulla capacità di attrarre nuovi spettatori. “La popolazione che oggi non frequenta gli ippodromi non lo fa solo perché non è più appassionata al mondo ippico, ma anche perché non ha più chiaro quale sia il prodotto”, ha spiegato, sottolineando la necessità di ricostruire un rapporto di fiducia e comprensione con il pubblico.

Dalla sua esperienza nella gestione di impianti come San Siro e Montecatini, Chantre ha indicato una direzione precisa: trasformare gli ippodromi in arene di intrattenimento a tutto tondo, sfruttando la loro posizione strategica e il valore storico delle strutture. Spazi che, per prossimità alle città e caratteristiche, possono rappresentare un’alternativa concreta ad altri luoghi di svago, a patto di essere ripensati in chiave contemporanea.

Il primo pilastro individuato è la qualità dell’offerta ippica. “Serve un prodotto forte”, ha sottolineato, fatto di cavalli competitivi, allevatori qualificati e apertura internazionale, con la capacità di attrarre scuderie e cavalli stranieri. Un elemento essenziale per rendere credibile e appetibile l’intero sistema.

Accanto alla qualità, Chantre ha evidenziato una carenza strutturale: l’assenza di storytelling. “Non raccontiamo le storie”, ha osservato, facendo il confronto con realtà come Ascot, dove il successo passa anche dalla narrazione di cavalli, fantini e scuderie. Senza questo elemento, diventa difficile creare coinvolgimento emotivo e avvicinare nuovi appassionati a uno sport complesso come l’ippica.

Altro nodo centrale è la trasformazione degli ippodromi in luoghi accoglienti e inclusivi, pensati per pubblici diversi. L’obiettivo è ampliare la base degli utenti, puntando in particolare su famiglie e giovani, attraverso servizi adeguati, spazi dedicati e un’offerta diversificata. Questo implica anche un cambio di paradigma economico: non tutto può essere gratuito, ma deve esserci un equilibrio tra qualità dei servizi e disponibilità a pagare da parte del pubblico, già abituato a sostenere costi per altre forme di intrattenimento come concerti ed eventi.

In questa logica si inserisce anche il ruolo dell’intrattenimento complementare, a partire dalla musica, vista come leva strategica per aumentare il coinvolgimento e riempire i tempi morti tra una corsa e l’altra. L’obiettivo è creare un flusso continuo di esperienze, evitando cali di attenzione e rendendo la permanenza negli impianti più dinamica e piacevole.

Fondamentale, secondo Chantre, è anche la semplificazione dell’esperienza per il pubblico. “Deve essere fruibile e comprensibile”, ha sottolineato, evidenziando criticità come la complessità dei palinsesti o delle modalità di scommessa, che rischiano di allontanare i non esperti. L’ippodromo deve invece offrire un’esperienza immersiva e intuitiva, sul modello di altri settori del retail e dell’intrattenimento, dove tecnologia, accoglienza e comunicazione lavorano insieme per coinvolgere il cliente.

Da questo approccio deriva un circolo virtuoso: più pubblico significa maggiori ricavi, maggiore attrattività per gli sponsor e, di conseguenza, più risorse da reinvestire nel sistema, dai premi alle corse fino alla qualità complessiva dell’offerta. Un modello già consolidato in altri Paesi, come Australia, Giappone e Nord Europa, dove l’integrazione tra spettacolo e ippica genera valore economico rilevante.

In chiusura, Chantre ha richiamato la necessità di un cambio culturale anche sul piano imprenditoriale, basato sulla collaborazione con un ecosistema più ampio. Comuni, istituzioni e associazioni locali devono diventare partner attivi nella valorizzazione degli ippodromi, trasformandoli in spazi vivi e multifunzionali. “Quando un’arena è viva, diventa un appuntamento fisso”, ha osservato, sottolineando come la continuità delle attività possa generare benefici diffusi per tutto il territorio.

Il messaggio emerso è chiaro: il rilancio dell’ippica passa dalla capacità di innovare l’esperienza, costruire relazioni e aprirsi a nuovi modelli di intrattenimento, senza perdere il legame con la propria identità.

Redazione Jamma
Redazione Jammahttps://www.jamma.it/
Il quotidiano del gioco legale
Altri articoli