Di fronte a una partecipazione al gioco sempre più diffusa tra i giovani, la risposta della politica deve cambiare approccio, puntando su prevenzione, consapevolezza e formazione. È la posizione espressa dalla senatrice della Lega, Elena Murelli (in foto), intervenuta all’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma, nella sessione dedicata al gioco responsabile e agli under 25.
Partendo dai dati emersi durante il convegno, Murelli ha sottolineato come il fenomeno sia in crescita, sia sul fronte del gioco online sia su quello del gioco pubblico. Un trend che impone una riflessione su quali strumenti adottare per proteggere le nuove generazioni senza cadere in soluzioni inefficaci.
“Dobbiamo fare in modo che i ragazzi trovino il piacere del gioco ma siano informati sui rischi”, ha affermato, indicando nell’educazione finanziaria uno degli strumenti principali. L’obiettivo è fornire ai giovani le competenze necessarie per comprendere il valore del denaro, il risparmio e la gestione delle risorse.
In questa direzione si inserisce un disegno di legge presentato in Senato, che punta a introdurre l’educazione finanziaria all’interno dei programmi scolastici, integrandola nell’ambito dell’educazione civica. “Bisogna partire fin dalla scuola, anche dalla più giovane età”, ha spiegato, sottolineando come alcune realtà stiano già sperimentando iniziative in questo senso.
Accanto alla formazione, Murelli ha messo in guardia contro un eccesso di misure restrittive. “I divieti estremi non risolvono il problema, spesso producono l’effetto opposto, spingendo verso il gioco illegale”, ha osservato. Un rischio particolarmente rilevante proprio per i giovani, che possono essere attratti da contesti privi di regole e tutele.
La chiave, secondo la senatrice, è costruire un modello basato sulla consapevolezza. “Un giocatore informato è un giocatore protetto”, ha ribadito, evidenziando la necessità di responsabilizzare l’utente piuttosto che limitarsi a intervenire quando il problema è già esploso.
Un cambio di paradigma che richiede anche un’evoluzione culturale. Non più un approccio emergenziale, ma una strategia strutturata che metta al centro la prevenzione e l’educazione, affiancando agli strumenti normativi iniziative concrete rivolte ai giovani.
In questo contesto, innovazione e tutela possono procedere insieme. “Questa è la direzione giusta – ha concluso – utilizzare l’innovazione al servizio della salute e della consapevolezza”, con l’obiettivo di promuovere un rapporto equilibrato e responsabile con il gioco.







