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Riordino gioco fisico, Damiani (FI): “Servono regole certe entro agosto o si riparte da zero. Settore da 150mila occupati e 13 miliardi di gettito”

Il tempo stringe e il rischio è quello di dover ricominciare tutto da capo. È il monito lanciato dal senatore di Forza Italia, Dario Damiani (in foto), nell’ambito dell’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma, dove ha richiamato con forza l’urgenza di chiudere il percorso di riordino del gioco fisico entro l’attuale finestra legislativa.

“Se non si fa in questo periodo – ha avvertito – ce lo dimentichiamo e bisognerà ripartire da zero”. Un passaggio che evidenzia la consapevolezza politica di una scadenza ravvicinata, con l’obiettivo dichiarato di arrivare entro agosto a un assetto normativo definito, dopo il primo intervento già realizzato sul comparto online.

Damiani ha sottolineato il peso economico e occupazionale del settore, parlando di circa 150mila addetti e di un gettito fiscale stimato attorno ai 13 miliardi di euro. Numeri che, a suo avviso, rendono evidente la necessità di garantire stabilità e prospettiva a un comparto che negli ultimi anni ha sofferto per la continua modifica delle regole.

“Cambiare continuamente il quadro normativo – ha osservato – non dà certezza alle imprese e impedisce investimenti di lungo periodo”. Un’instabilità che, secondo il parlamentare, è stata aggravata anche da approcci ideologici che non hanno contribuito a migliorare il settore, incidendo indirettamente anche sull’andamento del gettito.

Nel suo intervento, Damiani ha affrontato anche il tema del rapporto con gli enti locali, riconoscendo come molte amministrazioni abbiano adottato negli anni regolamentazioni su distanze e orari anche per compensare i costi sociali legati al gioco patologico. Da qui la richiesta di una compartecipazione alle entrate fiscali, vista come uno degli elementi chiave per superare le tensioni tra centro e territori.

Altro nodo critico evidenziato riguarda il rapporto con il sistema bancario. “Le imprese del settore – ha spiegato – incontrano ancora difficoltà nell’accesso ai servizi bancari, anche quando operano in piena legalità”. Un problema legato in parte alle normative antiriciclaggio e al fenomeno del cosiddetto “de-risking”, che porta gli istituti a limitare i rapporti con comparti considerati più esposti.

Su questo fronte, Damiani ha ricordato di essersi già attivato in passato, anche con interventi normativi finalizzati a mitigare tali criticità, sottolineando la necessità di un approccio più equilibrato da parte del sistema creditizio. “Non si può negare a un’azienda legale l’accesso a un conto corrente”, ha ribadito.

In conclusione, il parlamentare ha indicato la strada: accelerare il percorso di riforma, costruire un equilibrio tra esigenze dello Stato, enti locali e imprese, e garantire un quadro normativo stabile che consenta al settore di investire e crescere. “Ci sono tutti gli ingredienti – ha detto – per chiudere positivamente questa partita entro agosto”.

Redazione Jamma
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