Dopo anni di interventi frammentati e spesso contraddittori, il settore del gioco pubblico è arrivato a un punto di svolta. È il messaggio lanciato dal deputato di Forza Italia, Alessandro Cattaneo (in foto), nel suo intervento all’Italian Gaming Expo & Conference 2026 in corso a Roma, dove ha ripercorso l’evoluzione normativa degli ultimi quindici anni e indicato la necessità di un riordino organico a livello nazionale.
Cattaneo ha ricordato come, in una fase iniziale, il dibattito sul gioco sia stato fortemente influenzato da una reazione diffusa sui territori, che hanno individuato nel comparto una fonte di criticità sociali. Da qui la proliferazione di regolamenti comunali e regionali, in particolare su distanze e limiti urbanistici, adottati in modo autonomo dai singoli enti locali. “Si è cercato di risolvere tutto a livello territoriale – ha spiegato – ma in modo disordinato e parziale, senza arrivare a risultati concreti”.
Un approccio che, secondo il deputato, ha alimentato conflittualità e incertezza, senza offrire una risposta strutturale ai problemi. A questo si è aggiunta, nel tempo, una crescente attenzione della politica nazionale, ma non sempre accompagnata da una visione coerente. “C’è stata anche una fase in cui il settore è stato oggetto di speculazione elettorale e populista”, ha osservato.
Oggi, però, il quadro è cambiato. Dopo una lunga fase definita “turbolenta”, Cattaneo ritiene che ci siano le condizioni per affrontare finalmente una riforma complessiva del comparto. Il riferimento è al riordino del gioco fisico su cui sta lavorando il Governo, più volte annunciato dal viceministro Maurizio Leo.
“Serve superare l’approccio per cui ogni territorio ha fatto da sé – ha sottolineato – creando confusione e contenziosi. Distanze, numero di concessioni, regole operative devono essere ricondotte a un quadro nazionale ordinato, che non demonizzi più il settore”.
Nel suo intervento, Cattaneo ha anche riconosciuto il percorso di maturazione compiuto dall’industria del gioco, che negli anni ha cercato di affrontare le criticità emergenti e di dialogare con le istituzioni. Un’evoluzione che, a suo avviso, consente oggi di adottare un approccio più industriale e meno ideologico.
Il parlamentare ha quindi espresso l’auspicio che il riordino possa essere portato a termine entro l’attuale legislatura. “Siamo ancora in tempo – ha detto – e come maggioranza sosterrò questo percorso. Sarebbe la chiusura di un ciclo, non solo sul piano politico ma anche personale, e soprattutto una scelta giusta per un settore rilevante”.
Un passaggio che, nelle intenzioni, dovrebbe segnare il superamento definitivo della stagione delle regolazioni locali e aprire una nuova fase basata su regole uniformi, maggiore certezza giuridica e riconoscimento del ruolo economico del comparto.







