HomeAttualitàBetsson Group, ricavi in lieve calo nel primo trimestre 2026: pesa il...

Betsson Group, ricavi in lieve calo nel primo trimestre 2026: pesa il B2B, cresce l’America Latina

Betsson Group apre il 2026 con risultati preliminari che mostrano un quadro articolato, in cui alla sostanziale tenuta dei ricavi si accompagna una flessione significativa della redditività. Il gruppo svedese stima per il primo trimestre un fatturato di 285 milioni di euro, in leggero calo rispetto ai 294 milioni dello stesso periodo del 2025, mentre l’EBIT si dimezza quasi, attestandosi a 34 milioni contro i 64 milioni di un anno fa.

A incidere è soprattutto il cambiamento nella composizione dei ricavi e nella loro distribuzione geografica. I mercati nordici arretrano sensibilmente, passando da 38 a 31 milioni di euro, mentre l’area dell’Europa centrale e orientale registra una contrazione ancora più marcata, da 122 a 96 milioni. Al contrario, l’Europa occidentale cresce a 61 milioni e soprattutto si rafforza l’America Latina, che raggiunge 93 milioni rispetto ai 75 milioni del primo trimestre 2025, confermando il ruolo sempre più centrale di questa regione nella strategia del gruppo.

Dal punto di vista dei prodotti, il casinò resta il principale driver con 204 milioni di euro, in lieve flessione rispetto ai 212 milioni dell’anno precedente. Lo sportsbook si mantiene stabile a 80 milioni, con un miglioramento del margine che sale all’8,4%. Un dato che indica una buona tenuta operativa nonostante il contesto meno favorevole.

Il vero elemento di discontinuità è però rappresentato dal segmento B2B. I ricavi da licenze si fermano a 51 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 90 milioni del primo trimestre 2025, riducendo il loro peso sul totale dal 31% al 18%. La contrazione è legata principalmente alla performance di uno dei principali clienti e ha contribuito in modo diretto alla riduzione dei margini complessivi.

Allo stesso tempo, cresce in modo significativo la quota di ricavi provenienti da mercati regolamentati, che raggiunge il 73%, il livello più alto mai registrato dal gruppo. Un dato che riflette una strategia sempre più orientata alla compliance, ma che comporta anche un aumento della pressione fiscale. Le imposte sul gioco salgono infatti a 53 milioni di euro, rispetto ai 45 milioni dell’anno precedente, contribuendo a comprimere il margine lordo, sceso dal 64,0% al 57,6%.

Il CEO Pontus Lindwall ha evidenziato come il business B2C continui a mostrare una buona dinamica complessiva, sostenuto anche da investimenti in mercati ancora non profittevoli, che però incidono sull’EBIT per circa 10-15 milioni di euro a trimestre. Una scelta strategica che il gruppo intende mantenere, nella convinzione che questi mercati possano generare valore nel medio periodo.

Pontus Lindwall Betsson

Sul fronte B2B, nonostante le difficoltà, si registrano segnali di stabilizzazione a partire da dicembre, con prospettive di crescita legate sia al recupero del cliente principale sia allo sviluppo di nuove partnership. Le prime indicazioni sul secondo trimestre appaiono infatti incoraggianti: fino all’8 aprile, il ricavo medio giornaliero risulta superiore del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre il margine dello sportsbook si colloca sopra la media degli ultimi otto trimestri.

Nel complesso, il primo trimestre restituisce l’immagine di un gruppo in fase di riequilibrio, alle prese con un contesto più regolato e con un mix di ricavi meno favorevole, ma ancora in grado di sostenere la crescita attraverso il B2C e l’espansione geografica. La sfida nei prossimi mesi sarà quella di recuperare marginalità senza rallentare gli investimenti, in un settore dove regolazione e competitività continuano a ridisegnare rapidamente gli equilibri.

Redazione Jamma
Redazione Jammahttps://www.jamma.it/
Il quotidiano del gioco legale
Altri articoli