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Scontro tra colossi del gaming: Evolution accusa Playtech di campagna diffamatoria negli USA, Playtech replica “agito legittimamente”

Lo scontro tra due dei principali operatori globali del gaming online si sposta nelle aule di tribunale negli Stati Uniti. Evolution ha infatti chiesto alla Superior Court del New Jersey di estendere una causa per diffamazione già in corso, includendo tra i convenuti anche Playtech, oltre allo studio legale Calcagni & Kanefsky e alla società di intelligence Black Cube.

Secondo quanto comunicato dalla società svedese, Playtech avrebbe avuto un ruolo centrale nella diffusione di “rapporti altamente provocatori e calunniosi” sulle pratiche commerciali di Evolution, con l’obiettivo di danneggiarne la reputazione e indebolirne la posizione sul mercato nordamericano. Nell’istanza presentata al tribunale, Evolution parla esplicitamente di una “smear campaign”, una campagna denigratoria orchestrata per eliminare la concorrenza.

Le accuse sono articolate e includono diffamazione commerciale, frode e condotte riconducibili al racketeering. Evolution sostiene inoltre che Playtech avrebbe nascosto informazioni rilevanti agli azionisti, nonostante il coinvolgimento diretto del CEO Mor Weizer nella preparazione e diffusione del report contestato. Al centro della vicenda ci sarebbe un accordo con Black Cube, a cui Playtech avrebbe promesso fino a 1,5 milioni di sterline in caso di successo dell’operazione.

Secondo la ricostruzione di Evolution, il piano prevedeva anche il tentativo di sollecitare l’intervento dei regolatori statunitensi per aprire indagini e arrivare alla revoca della licenza di gioco della società. Tuttavia, i report realizzati da Black Cube e successivamente diffusi ai media – anche attraverso il consulente PR Juda Engelmayer – sarebbero stati giudicati privi di fondamento probatorio da due autorità di regolazione negli Stati Uniti.

Playtech ha respinto con decisione tutte le accuse, definendole “infondate e prive di merito”. La società ha dichiarato di confermare la validità del report contestato e di aver agito legittimamente, sostenendo che Evolution starebbe cercando di sottrarsi a verifiche su presunte attività in mercati non regolamentati o soggetti a sanzioni.

Dal canto suo, Evolution ribadisce la solidità delle proprie politiche di compliance e la correttezza del proprio operato, sostenendo che saranno i fatti emersi nel procedimento giudiziario a chiarire definitivamente la vicenda.

Il contenzioso affonda le radici nel 2020 e rappresenta uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni nel settore del gaming, mettendo a confronto due colossi del live casino e del software per il gioco online su accuse che toccano reputazione, concorrenza e accesso ai mercati regolati.

Redazione Jamma
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