Negli Stati Uniti il gioco d’azzardo sta attraversando una trasformazione che ricorda da vicino quanto accaduto in Italia con l’introduzione della legge Balduzzi: da settore economico e regolatorio a questione di salute pubblica. Il segnale più recente arriva dall’Università del Mississippi (Ole Miss), dove è stato avviato un centro di ricerca dedicato al gambling e ai suoi effetti sui giovani, in particolare sulla popolazione studentesca.
Si tratta di un passaggio tutt’altro che simbolico. Con la Balduzzi (2012), l’Italia ha introdotto per la prima volta un approccio sanitario al gioco d’azzardo, riconoscendo la dipendenza da gioco e aprendo la strada a limiti pubblicitari, avvertenze e interventi di prevenzione. Oggi, negli USA, si osserva una dinamica simile: il gambling entra nel perimetro accademico e sanitario, accanto ad ambiti come alcol e dipendenze comportamentali.
Il centro di Ole Miss si concentrerà sull’analisi dei comportamenti di gioco tra gli studenti, sull’impatto psicologico e sociale e sullo sviluppo di strumenti di prevenzione ed educazione. Un’impostazione che segna un cambio di paradigma: non più solo mercato e regolazione, ma studio strutturato del rischio.
Il contesto in cui nasce questa iniziativa è chiaro. Negli ultimi mesi negli Stati Uniti si è intensificato il dibattito su regolazione, pubblicità e accessibilità delle scommesse online, in particolare quelle sportive. La diffusione capillare delle app e l’integrazione con il mondo dello sport, inclusi gli eventi universitari, hanno reso il gioco sempre più immediato e continuo, abbassando drasticamente le barriere all’ingresso.
Proprio come accaduto in Italia dopo la Balduzzi, l’attenzione si concentra sulle fasce più vulnerabili. Gli studenti universitari vengono identificati come un target ad alto rischio: elevata familiarità digitale, esposizione costante alla promozione e facilità di accesso alle piattaforme. Il problema non è più soltanto economico, ma comportamentale, con possibili ricadute su salute mentale, rendimento accademico e relazioni sociali.
L’avvio di centri di ricerca dedicati rappresenta inoltre un passaggio chiave sul piano normativo. L’esperienza italiana lo dimostra: prima arriva il riconoscimento sanitario, poi la produzione di dati e linee guida, infine l’intervento regolatorio. Negli Stati Uniti, questo processo sembra appena iniziato.
Il parallelo è quindi evidente: come la legge Balduzzi ha segnato in Italia l’ingresso del gioco d’azzardo nella sfera della salute pubblica, così oggi le università americane stanno contribuendo a ridefinire il perimetro del settore. Con una conseguenza prevedibile: nei prossimi anni, la regolazione potrebbe diventare più stringente, sostenuta da basi scientifiche e non più soltanto da esigenze fiscali o di mercato.







