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Riordino del gioco fisico, Merola (PD) al Mef: “Senza dati non si può decidere”

Non si dice soddisfatto l’onorevole Virginio Merola dopo la risposta del governo sui dati del gioco pubblico. Anzi, il giudizio è netto e riporta al centro una questione che si intreccia direttamente con il percorso di riordino del settore.

Intervenendo in Aula, il parlamentare ha sottolineato come l’obbligo di trasmissione della relazione al Parlamento non sia affatto recente, ma risalga all’aprile 2024. “È ovvio che non possiamo essere assolutamente soddisfatti di questa risposta, perché l’obbligo esiste dall’aprile del 2024 a termine di legge e non il 2025”, ha affermato, contestando la ricostruzione fornita dal governo.

Merola ha ricordato come una prima richiesta fosse già stata avanzata in sede di question time, senza però ottenere un quadro completo. I dati forniti, ha spiegato, risultano parziali e riferiti solo al 2025, mentre manca una fotografia complessiva del settore, necessaria per affrontare le prossime scelte politiche.

Ed è proprio qui che si innesta il tema del riordino del gioco, in particolare della rete fisica. “Siccome dobbiamo discutere ancora molto e siamo in attesa di novità sul settore gioco, in particolare fisico, questi dati sono essenziali per poter valutare pieno”, ha evidenziato, mettendo in relazione diretta la carenza informativa con il processo decisionale in corso.

Secondo il parlamentare, non si tratta di una questione tecnica o procedurale, ma del rispetto di un obbligo normativo preciso. “Credo che sia compito di tutti noi fare presente al Governo che non si tratta di decidere come: c’è un obbligo di legge”, ha aggiunto, rimarcando come la relazione debba essere trasmessa al Parlamento nel suo complesso e non limitarsi a comunicazioni parziali o informali.

Il passaggio finale è anche il più politico: pur riconoscendo le spiegazioni fornite dall’esecutivo, Merola le giudica insufficienti. “Capisco le giustificazioni della Sottosegretaria ma credo che siano davvero non giustificabili”, ha concluso.

Una presa di posizione che riaccende il tema della trasparenza dei dati in un momento delicato per il comparto. Il riordino del gioco fisico resta infatti uno dei dossier aperti, e l’assenza di un quadro aggiornato rischia di pesare sulle scelte future, sia sul piano regolatorio sia su quello fiscale.

Redazione Jamma
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