HomePoliticaParlamento UE, si apre ufficialmente il dibattito su una nuova tassa europea...

Parlamento UE, si apre ufficialmente il dibattito su una nuova tassa europea sul gioco d’azzardo online

Al Parlamento europeo prende forma un nuovo fronte di discussione sul finanziamento delle politiche educative e giovanili dell’Unione. Un gruppo trasversale di eurodeputati ha presentato alla Commissione europea un’interrogazione orale che propone di valutare una possibile nuova risorsa propria dell’UE legata al settore del gioco d’azzardo online.

L’iniziativa, depositata l’11 marzo 2026 e guidata dall’eurodeputato Victor Negrescu insieme a numerosi membri dei gruppi S&D, PPE, Renew, The Left, Verdi/ALE, ECR , mira ad aprire un confronto istituzionale su come finanziare in modo stabile alcune delle priorità strategiche dell’Unione nel prossimo quadro finanziario pluriennale (MFF). Tra queste figurano l’istruzione, lo sviluppo delle competenze digitali, le politiche per i giovani, la salute mentale e la prevenzione delle dipendenze.

Secondo i promotori dell’iniziativa, si tratta di ambiti che rivestono un ruolo cruciale per la competitività europea, la coesione sociale e la resilienza democratica. Tuttavia, garantire risorse adeguate e prevedibili per questi settori resta una delle principali sfide in vista della definizione del prossimo bilancio pluriennale dell’UE.

Nel documento presentato alla Commissione si sottolinea come il settore del gioco e delle scommesse sia diventato sempre più digitale e transfrontaliero. Le piattaforme online operano infatti all’interno del mercato unico e sfruttano l’infrastruttura digitale europea, mentre i regimi normativi e fiscali restano in larga misura frammentati a livello nazionale. Questa situazione, osservano i parlamentari, può generare distorsioni nel mercato interno e rendere più complesso il contrasto coordinato agli operatori illegali o privi di licenza.

È in questo contesto che si inserisce l’ipotesi di una risorsa propria europea collegata al gioco online. Nel dibattito parlamentare sulle nuove fonti di finanziamento dell’Unione, alcuni deputati hanno sollevato la possibilità di introdurre un prelievo mirato sul settore delle scommesse e del gambling online a livello europeo. L’idea sarebbe quella di rafforzare la base di entrate dell’UE e destinare tali risorse al sostegno di politiche pubbliche considerate strategiche.

Secondo le stime citate nell’interrogazione, basate su analisi del Servizio di ricerca del Parlamento europeo, un simile meccanismo potrebbe generare entrate comprese tra i 2 e i 4 miliardi di euro l’anno. Nell’arco dell’intero periodo del prossimo quadro finanziario pluriennale, il gettito complessivo potrebbe arrivare a circa 28 miliardi di euro.

Gli eurodeputati chiedono quindi alla Commissione se, nella preparazione del prossimo MFF e del pacchetto sulle nuove risorse proprie previsto dagli articoli 113 e 311 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, intenda valutare la fattibilità e il valore aggiunto di un prelievo armonizzato sul gioco online. In particolare, viene sollecitata un’analisi che tenga conto anche delle basi giuridiche di un eventuale intervento europeo e delle modalità per garantire trasparenza, applicazione efficace delle regole e contrasto alle attività illegali nel mercato interno.

Un secondo punto dell’interrogazione riguarda più in generale il finanziamento delle politiche educative e giovanili. I parlamentari chiedono come la Commissione intenda assicurare risorse stabili e prevedibili a livello europeo per istruzione, competenze digitali, politiche per i giovani e prevenzione delle dipendenze nel prossimo bilancio pluriennale. In questo quadro, viene esplicitamente domandato se l’esecutivo europeo sia disposto a considerare contributi provenienti da settori economici in forte espansione, come il gioco online, che operano nel mercato unico ma non sono oggetto di una regolazione europea specifica.

L’obiettivo dichiarato dell’iniziativa è quello di stimolare un confronto strutturato tra le istituzioni europee sulle fonti di finanziamento delle priorità strategiche dell’Unione.

Secondo la stampa maltese, tuttavia, la proposta ha già suscitato reazioni critiche tra gli eurodeputati dell’isola, uno dei principali hub europei per l’industria del gioco online. In un articolo pubblicato dal Times of Malta, diversi rappresentanti maltesi al Parlamento europeo hanno preso le distanze dall’ipotesi di un prelievo europeo sul settore.

L’eurodeputato nazionalista Peter Agius ha avvertito che “i socialisti europei vogliono imporre una tassa sul gioco online”, mentre il laburista Alex Agius Saliba – anch’egli appartenente al gruppo S&D – ha precisato che l’iniziativa di Negrescu non riflette necessariamente la posizione ufficiale del gruppo socialista. “La questione non è stata ancora discussa a livello di gruppo”, ha dichiarato al quotidiano maltese.

Agius Saliba ha aggiunto che, anche qualora il gruppo S&D decidesse di sostenere una proposta di questo tipo, gli eurodeputati maltesi darebbero priorità agli interessi nazionali e voterebbero contro. “Non abbiamo mai esitato in passato a votare contro la posizione del nostro gruppo politico quando era necessario difendere l’interesse nazionale, e lo faremo di nuovo se si tratta dell’industria del gaming”, ha affermato.

Le resistenze non riguardano solo il piano politico ma anche quello istituzionale. Come ricordano osservatori europei citati dalla stampa maltese, il Parlamento europeo non ha il potere di introdurre autonomamente una tassa a livello dell’Unione. Qualsiasi nuova risorsa fiscale richiederebbe infatti l’accordo unanime dei governi dei 27 Stati membri.

Fonti governative maltesi hanno inoltre sottolineato che il settore del gioco resta oggi regolato principalmente a livello nazionale, con regimi normativi e fiscali molto diversi tra i Paesi dell’Unione. Sebbene vi siano discussioni preliminari su una possibile maggiore armonizzazione delle regole, l’ipotesi di una disciplina europea uniforme appare, allo stato attuale, ancora lontana.

Il tema si intreccia anche con alcune controversie giuridiche che coinvolgono Malta e altri Stati membri. Negli ultimi anni diversi contenziosi tra giocatori austriaci e operatori con sede a Malta hanno dato luogo a un confronto tra le corti nazionali sulla possibilità di recuperare perdite di gioco. La questione è diventata particolarmente sensibile dopo l’adozione di una legge maltese che limita il riconoscimento di sentenze straniere contrarie al quadro normativo locale sul gaming.

Su questo fronte è intervenuta anche la Commissione europea, che ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti di Malta. Qualora la controversia non dovesse trovare soluzione, la vicenda potrebbe essere portata davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Nel frattempo, la proposta di discutere un possibile contributo europeo dal settore del gioco online si inserisce nel più ampio dibattito sul futuro delle risorse proprie dell’UE. Un confronto destinato a intensificarsi nei prossimi mesi, mentre le istituzioni europee preparano il nuovo quadro finanziario pluriennale e cercano fonti di finanziamento per sostenere le priorità strategiche dell’Unione.

Redazione Jamma
Redazione Jammahttps://www.jamma.it/
Il quotidiano del gioco legale
Altri articoli