Il dibattito sulle regole del settore del gioco torna al centro dell’attenzione dopo alcune recenti decisioni giudiziarie e le polemiche sulle limitazioni alle ricariche in contanti. Secondo Antonio Guitto, vicepresidente di AGSI, la situazione dimostra ancora una volta come il mercato tenda ad autoregolarsi quando le norme risultano poco chiare o eccessivamente restrittive.
“Come spesso avviene in questo settore da decenni, in presenza di restrizioni ingiustificate ed in assenza di regole chiare, mentre ci si arrovella sul limite dei 100 euro di ricarica settimanali in contanti e si ingolfano i tribunali, il mercato non sta a guardare e si autoregolamenta”, afferma Guitto.
Un passaggio importante è rappresentato dalla sentenza n.104 del 10 luglio 2025 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità del divieto assoluto di mettere a disposizione, negli esercizi commerciali e nei locali pubblici, apparecchiature informatiche come pc, notebook e workstation. La Corte ha inoltre ritenuto incostituzionale la sanzione amministrativa prevista per l’utilizzo di dispositivi di gioco non collegati alla rete di raccolta statale.
A questo quadro si aggiunge una recente decisione del Tribunale di Bari che, secondo quanto riportato dalla redazione di Jamma, ha annullato un’ordinanza di ingiunzione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Nel provvedimento contestato veniva tra l’altro segnalata l’installazione di dispositivi non collegati alla rete ufficiale.
Per Guitto questi episodi dimostrano come il mercato reagisca rapidamente cercando soluzioni più semplici e funzionali alle esigenze operative degli esercenti PVR. Spesso, osserva, leggi e regolamenti nascono con buone intenzioni ma finiscono per risultare scollegati dalla realtà operativa del settore.
Emblematico è il limite di ricarica di 100 euro in contanti, una misura molto discussa che secondo il vicepresidente di AGSI rischia di produrre effetti opposti a quelli dichiarati. La restrizione potrebbe infatti spingere parte della clientela ad abbandonare i punti vendita autorizzati per rivolgersi a circuiti illegali o comunque più semplici da utilizzare.
Anche le soluzioni proposte dall’industria, come il ricorso agli e-wallet, non risolverebbero le criticità legate agli standard di sicurezza previsti dalla normativa antiriciclaggio del 2007, alla quale probabilmente si ispira l’articolo 13 comma 5 del decreto legge 41 del 25 marzo. Il conto di gioco, ricorda Guitto, è già tracciato e controllato attraverso la piattaforma PACG di Sogei, mentre il wallet serve principalmente a consentire ricariche o prelievi in contanti, proprio ciò che la normativa avrebbe voluto limitare.
Secondo il vicepresidente di ASGI, se la limitazione non verrà modificata si assisterà non solo allo spostamento di una parte della domanda verso operatori privi di concessione, ma anche a un progressivo orientamento dei punti vendita verso soluzioni operative considerate più logiche e semplificate rispetto all’attuale quadro normativo.







