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Confcommercio: desertificazione commerciale nelle città, bar -21% e locali con giochi -2% in un anno

Le città italiane stanno attraversando una profonda trasformazione del tessuto commerciale. Secondo l’analisi “Città e demografia d’impresa” dell’Ufficio Studi di Confcommercio, negli ultimi tredici anni sono scomparsi 156mila negozi e attività ambulanti, oltre un quarto del totale. Il fenomeno della desertificazione commerciale è alimentato soprattutto dalla crescita dell’e-commerce e dal peso crescente delle attività legate al turismo.

Il cambiamento riguarda anche il comparto dei bar, che rappresentano uno dei principali presidi commerciali urbani e, spesso, uno dei punti di accesso ai servizi del gioco pubblico regolamentato. Nei centri storici italiani il numero di bar è diminuito del 21,1% tra il 2012 e il 2025, segno di una riorganizzazione del settore che interessa gran parte dei pubblici esercizi.

In questo contesto si inserisce anche l’evoluzione della rete dei locali che ospitano apparecchi da intrattenimento o corner scommesse. Secondo un recente dato diffuso da EGP-FIPE (Confcommercio), nel 2025 la rete generalista – composta soprattutto da bar e attività di ristorazione – conta 30.417 esercizi.

Il dato risulta in calo di oltre il 2% rispetto al 2024, riflettendo un processo di razionalizzazione e riduzione della rete secondaria. Le concentrazioni più elevate di questi esercizi si registrano in Lombardia (5.050 punti), Campania (2.961), Veneto (2.637) e Lazio (2.551).

La riduzione del numero di esercizi si inserisce quindi in una tendenza più ampia che interessa il commercio urbano: meno attività diffuse nei quartieri e una progressiva selezione della rete commerciale. Per Confcommercio questo fenomeno rappresenta una criticità non solo economica ma anche sociale, perché negozi e pubblici esercizi contribuiscono alla vivibilità delle città, alla sicurezza e alla presenza di servizi di prossimità.

Il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha parlato di una vera e propria “emergenza urbana”, chiedendo un confronto con i sindaci per rafforzare le politiche di rigenerazione urbana, favorire il riutilizzo dei locali sfitti e sostenere le imprese di prossimità, tra cui anche bar e pubblici esercizi che rappresentano una componente storica della rete commerciale italiana.

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