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Riordino del gioco fisico: nel bando di gara slot spunta l’ipotesi di un tetto al 34% di concentrazione per gruppo operatori

Prosegue il confronto sul riordino del gioco terrestre e sulla futura gara per la gestione della rete degli apparecchi da intrattenimento. Tra i punti più delicati emersi nelle ultime settimane, com’è noto, c’è quello relativo al limite massimo di diritti detenibili da ogni operatore, in particolare con riferimento ai nulla osta delle slot.

Secondo indiscrezioni raccolte da Jamma nelle ultime ore, tra le ipotesi al vaglio al momento ci sarebbe quella di fissare al 34% la soglia massima dei diritti che un gruppo (di concessionari) potrà detenere all’interno del nuovo sistema. Il riferimento è ai nulla osta di esercizio delle slot, cioè i titoli amministrativi che autorizzano la messa in funzione degli apparecchi nella rete fisica. Si tratterebbe di una ipotesi frutto della mediazione tra la soglia inizialmente individuata, e mai ufficializzata, del 40% per gruppo (nella gara precedente di un 25% per singolo concessionario) e le richieste di diverse imprese di minori  dimensioni, diffuse sul territorio e oggi rappresentative di oltre il 50% del mercato che, come hanno denunciato, rischierebbero di essere schiacciate dalla disparità finanziaria e contrattuale.

La questione è tutt’altro che marginale. Nel nuovo assetto che dovrebbe emergere dal riordino, la distribuzione dei nulla osta rappresenta infatti il vero indicatore della quota di mercato dei concessionari nella filiera delle AWP e VLT. Stabilire un limite percentuale significa quindi definire quanto potere industriale potrà concentrare ciascun operatore nella rete nazionale. E non solo. Le conseguenze di queste scelte saranno determinanti per l’assetto di un modello di mercato che coinvolge oggi migliaia di piccole e medie imprese, a partire dalle concessionarie di rete.

Proprio su questo punto si registrano le maggiori tensioni con una parte del settore. Secondo alcuni operatori, anche una soglia fissata intorno al 34% rischierebbe di legittimare di fatto un assetto oligopolistico, nel quale due grandi gruppi industriali arriverebbero a detenere complessivamente poco meno del 70% del mercato delle slot. Un equilibrio che, secondo queste letture, potrebbe ridurre lo spazio competitivo per gli altri concessionari e rafforzare ulteriormente le posizioni dominanti già esistenti.

Altri soggetti della filiera, invece, ritengono che l’introduzione di un tetto percentuale sia comunque necessaria per garantire posizioni già acquisite e tali da garantire comunque una struttura minima di pluralità nel sistema concessorio.

Il nodo centrale, secondo quanto emerge dalle interlocuzioni di queste settimane, starebbe soprattutto nell’interpretazione delle regole antitrust. Il dibattito riguarda cioè se una soglia intorno al 34%, secondo l’ipotesi di cui si sta parlando in queste ore, possa essere considerata un limite sufficiente a prevenire posizioni dominanti oppure se, al contrario, finisca per cristallizzare un equilibrio di mercato fortemente concentrato. Questione che potrebbe essere definitivamente risolta con un attenta valutazione preventiva e un parere dell’antitrust.

Il tema si inserisce nel lavoro più ampio sul decreto di riordino del gioco fisico, atteso dopo quello già approvato per il settore online. Ma il tempo stringe e la scadenza dell’agosto prossimo, entro la quale dovrà essere cnclusa la riforma, pesa come un macigno. Sulla bozza del provvedimento, tuttavia, permane il massimo riserbo. Con forte disappunto delle rappresentanze del settore e di ampia parte della politica. Dal tavolo tecnico coordinato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, al quale partecipano anche altre istituzioni coinvolte, filtra infatti una chiusura totale rispetto alla diffusione dei contenuti del testo attualmente in elaborazione.

Intanto dal fronte politico arriva la conferma che il lavoro sulla riforma prosegue. Dalla segreteria del viceministro all’Economia Maurizio Leo fanno sapere che il viceministro è fortemente impegnato nelle attività legate alla riforma fiscale, all’interno della quale si colloca anche il riordino complessivo del comparto dei giochi pubblici, tanto da non poter concedere incontri con operatori o rappresentanti degli stessi.

Nel settore, però, l’attenzione resta concentrata proprio sul tema dei nulla osta slot e sulla soglia percentuale dei diritti, destinata a diventare uno dei passaggi decisivi nella definizione della futura struttura industriale della rete. Il punto di equilibrio tra esigenze di concorrenza, sostenibilità della filiera e indirizzi dell’antitrust sarà probabilmente uno dei nodi più complessi da sciogliere prima della pubblicazione del decreto. E forse anche dopo.

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