Il riordino del settore del gioco pubblico dovrà garantire equilibrio tra esigenze regolatorie, tutela della legalità e sostenibilità per le imprese della filiera, evitando sia frammentazioni normative sia eccessive compressioni del mercato. È quanto ha affermato il deputato di Forza Italia, Mauro D’Attis (in foto), intervenendo al convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute e ospitato all’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio.
Il parlamentare ha ricordato il proprio impegno sul tema fin dall’inizio dell’esperienza parlamentare nel 2018, sottolineando di aver sempre seguito con attenzione le questioni legate al gioco legale e di aver sostenuto pubblicamente il comparto anche nei momenti più difficili. D’Attis ha evidenziato come nel dibattito sul riordino del settore sia necessario evitare contrapposizioni ideologiche e concentrarsi su soluzioni concrete, ricordando che il comparto del gioco pubblico rappresenta uno strumento importante per contrastare l’illegalità. “Quello che riuscite a fare tenendo il gioco nella legalità ci consente di arginare i margini dell’illegalità”, ha osservato, richiamando il ruolo che il sistema concessorio svolge nel garantire controllo e trasparenza.
Nel suo intervento il deputato ha ricordato anche le fasi più complesse attraversate dal settore, come quelle durante la pandemia, quando molte piccole imprese della filiera si sono trovate in forte difficoltà. “Quando partecipavo alle proteste delle aziende chiuse per il Covid non c’erano solo i grandi concessionari, ma anche tante piccole aziende che cercavano semplicemente di andare avanti”, ha spiegato, sottolineando la necessità di prestare attenzione alle PMI che costituiscono una parte significativa della filiera. Allo stesso tempo, ha evidenziato come il processo di riordino implichi inevitabilmente una razionalizzazione del settore. “La parola riordino comporta una serie di conseguenze e significa anche regolamentare e razionalizzare il comparto”, ha affermato, osservando che non tutte le aziende potranno necessariamente sostenere un mercato sempre più innovativo e strutturato.
Secondo D’Attis, il riordino dovrà affrontare non solo il rapporto tra Stato e territorio – con il superamento delle normative disomogenee tra regioni e comuni, dai distanziometri alle restrizioni locali – ma anche l’organizzazione interna del settore, in un quadro che tenga conto degli interessi pubblici connessi al sistema concessorio. Il parlamentare ha poi ricordato le contraddizioni che hanno caratterizzato alcune scelte legislative del passato, citando come esempio il decreto Dignità del 2018 che introdusse il divieto di pubblicità del gioco mentre parte delle coperture finanziarie della stessa riforma provenivano dal gettito del comparto. “Una contraddizione evidente”, ha osservato, ricordando anche le posizioni espresse negli anni da autorevoli figure istituzionali, tra cui l’ex procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho, che aveva evidenziato come politiche eccessivamente restrittive, come i distanziometri, possano finire per favorire il gioco illegale. Proprio su questo punto D’Attis ha sottolineato come negli ultimi anni sia maturata una maggiore consapevolezza istituzionale sull’importanza del gioco legale, rilevando che oggi sempre più parlamentari riconoscono il valore del sistema regolato come strumento di contrasto alla criminalità.
Guardando alle prospettive future, il deputato ha assicurato attenzione alle istanze emerse durante il confronto con gli operatori, ribadendo che il governo è consapevole dell’importanza della rete delle piccole e medie imprese che operano nella filiera. Il riordino, ha concluso, dovrà essere affrontato con cautela e responsabilità, tenendo conto non solo delle esigenze del settore ma anche degli interessi dello Stato in quanto titolare delle concessioni. “Sono qui anche per dirvi di farci sapere le vostre sollecitazioni: siamo a due passi e quello che si può fare si fa”, ha affermato, ribadendo che il sostegno al gioco legale non nasce da posizioni ideologiche ma dalla consapevolezza che un sistema regolato e controllato rappresenta uno degli strumenti più efficaci per contenere e contrastare l’espansione dell’offerta illegale.







