E’ in corso presso l’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio, a Roma, il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute e dedicato al confronto tra istituzioni e operatori sul riordino del settore.
Nel corso dei lavori è intervenuto Geronimo Cardia (in foto), presidente di ACADI, che ha articolato il proprio intervento in una serie di punti relativi alle principali criticità del riordino del gioco fisico. Cardia ha innanzitutto affrontato il tema dei distanziometri e delle limitazioni orarie, sostenendo che tali strumenti risultano inefficaci e non coerenti con l’evoluzione del mercato, anche perché attualmente applicati quasi esclusivamente agli apparecchi da gioco mentre altre forme di offerta non sono soggette agli stessi vincoli. Il presidente di ACADI ha poi richiamato l’attenzione sulla necessità di introdurre misure ponte già richieste al governo e sottoposte all’attenzione del Parlamento, spiegando che senza interventi transitori la rete distributiva degli apparecchi rischia una contrazione progressiva stimata tra l’8 e il 10% annuo, con effetti diretti su una filiera che contribuisce per oltre la metà al gettito erariale dell’intero comparto.
Un ulteriore punto dell’intervento ha riguardato le indiscrezioni relative a un possibile aumento dei limiti di concentrazione nel mercato, che passerebbero dall’attuale soglia del 25% a valori ipotizzati tra il 34 e il 40%. Secondo Cardia, un simile intervento richiederebbe una chiara motivazione in termini di interesse pubblico, dal momento che la soglia del 25% è già prevista nelle convenzioni di concessione e rappresenta un elemento strutturale dell’attuale assetto competitivo. Cardia ha inoltre osservato come, analizzando i gruppi societari nel loro complesso, alcune realtà risultino già oggi prossime o superiori a tali limiti e ha richiamato anche recenti valutazioni dell’Autorità antitrust su operazioni di concentrazione ritenute accettabili solo alla luce della presenza di più concessionari in grado di garantire la concorrenza nel mercato. A suo avviso un ulteriore aumento delle soglie rischierebbe di ridurre sensibilmente lo spazio competitivo per gli altri operatori, con la possibilità che una parte delle concessioni non riesca a trovare un equilibrio economico.
Nel corso dell’intervento Cardia ha inoltre sottolineato come un assetto fortemente concentrato potrebbe produrre effetti negativi anche sul gettito erariale e sull’equilibrio tra Stato e concessionari, osservando che un’eccessiva concentrazione potrebbe rafforzare il potere contrattuale dei grandi operatori nei confronti dell’amministrazione pubblica. Tra i possibili effetti indicati anche l’impatto sull’occupazione e sul tessuto delle piccole e medie imprese del settore, che secondo Cardia rischierebbero di ridursi a causa della concentrazione del mercato e dell’integrazione verticale delle grandi concessionarie. Il presidente di ACADI ha poi richiamato la posizione di alcuni operatori privi di rete fisica sul territorio, ricordando che il divieto di pubblicità introdotto negli anni scorsi limita le possibilità di promozione e pone ulteriori questioni di equilibrio competitivo tra i diversi modelli di offerta. Nella parte conclusiva del suo intervento Cardia ha evidenziato come negli ultimi giorni diverse organizzazioni della filiera – tra cui FIPE, associazioni delle sale e dei gestori – abbiano promosso una richiesta congiunta di incontro con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e con il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, con l’obiettivo di aprire un confronto sui contenuti del riordino prima della definizione definitiva del decreto legislativo. Secondo Cardia, una valutazione preventiva dell’impatto delle misure ipotizzate sarebbe necessaria per evitare effetti negativi su occupazione, equilibrio del mercato e sostenibilità economica dell’intero comparto.







